INTERVISTA A LAURA CANTORI

"Terminate le medie inferiori sono subito andata a lavorare come commessa – racconta Laura Cantori di Collemarino in provincia di Ancona – e ho continuato a farlo per tanti anni. I primi tempi mi piaceva molto stare dentro questi bei negozi di intimo o di pelletterie, caldi ed eleganti. Mi divertivo ad accogliere i clienti, a conversare con loro, a consigliarli sull’acquisto più adatto alle loro esigenze, mi sembrava tutto molto piacevole. Poi, però, con il trascorrere del tempo, ho iniziato un percorso di maturazione personale che mano a mano mi faceva sempre più percepire l’ambiente del commercio come un mondo vacuo, finto, senza veri valori. Di pari passo crescevano in me due sensazioni: da una parte stanchezza e scarso entusiasmo, dall’altra voglia di trovare qualcosa di più vero a cui dedicare la volontà e le risorse che sentivo di avere dentro di me".

E come ti sei mossa?

"Dopo un lungo periodo durante il quale non riuscivo a prendere una decisione, ho preso il coraggio di consultare internet con la ferma intenzione di cercare un’alternativa e ho trovato l’Istituto Cortivo. Così, pur continuando il mio lavoro di commessa, nel settembre del 2008 mi sono iscritta al corso OSA per Anziani e, nell’ottobre del 2010, ho conseguito l’attestato. Ho scelto questa specializzazione perché mi sentivo molto attratta dal mondo della terza età, avevo avuto un bellissimo rapporto con i miei nonni e volevo darmi la possibilità di continuare a stare vicino ai vecchietti, la mia vera passione".

Come sono andati gli studi?

"È stata un’esperienza molto impegnativa, più di quanto credessi. Non ero più abituata a stare sui libri e c’erano tante materie da studiare, seriamente, tanti compiti da fare, gli esami… Io però ce l’ho messa tutta e, piano piano, alla fatica si è sostituita la soddisfazione di imparare tante cose nuove, tutte molto utili per acquisire una formazione professionale all’altezza del compito che mi aspettava".

E il tirocinio?

"L’ho svolto presso la Residenza Sanitaria Assistenziale Zaffiro, a pochi chilometri da casa mia. Avevo sentito che avevano bisogno di nuovo personale e speravo che, mettendoci tutto l’impegno di cui ero capace, avrei avuto qualche possibilità di entrare in organico. E così è stato: alla fine dello stage mi hanno chiesto di rimanere con un contratto a tempo determinato e ho dovuto scegliere fra il lavoro di commessa e questa nuova opportunità. Ho rischiato ed è andata bene, anzi benissimo, visto che recentemente il contratto con la RSA mi è stato rinnovato, questa volta però a tempo indeterminato".

Perfetto!

"Sì, sono molto contenta, mi trovo magnificamente nella struttura e con gli ospiti. È dura, si fanno i turni e non si sta mai fermi, ma finalmente posso agire concretamente per il benessere del prossimo. Per la prima volta nella mia vita mi sento davvero utile".