INTERVISTA A GIOVANNA FIORI

Mi sono diplomata alle magistrali non tanto perché mi andava l’idea di insegnare quanto per ottenere un titolo di scuola superiore. A quel tempo coltivavo altri sogni nel cassetto, ad esempio mi sarebbe piaciuto lavorare nella polizia, ma alla fine scelsi la strada della famiglia. Mi sono sposata nel 1980, a soli 19 anni, e sino al 2001 mi sono totalmente dedicata alla cura di mio marito e dei miei figli, una ragazza e un ragazzo che oggi hanno 26 e 23 anni.

Dopo essere stata moglie e madre a tempo pieno per vent’anni, Giovanna Fiori di Avezzano (AQ) ha deciso che era il momento di uscire dal guscio e di provare a impegnarsi nel lavoro esterno…

Sì, conoscevo il direttore della Casa di Riposo della mia città, e quando mi propose di fare una sostituzione di maternità come addetta alle pulizie non ci pensai neanche un attimo. La prima volta fu solo per due settimane, poi ho trovato altri lavoretti, poi di nuovo in quella struttura fino a quando mi avvisarono che c’era bisogno di dare assistenza domiciliare a un’anziana. Quello fu il mio primo contatto diretto con l’utenza e devo dire che fu un’esperienza molto positiva: fra di noi si creò subito un bel rapporto, quasi come fossimo mamma e figlia, ero entusiasta. Proprio in quel periodo ricevetti un depliant informativo sui corsi dell’Istituto Cortivo. La prima interessata era mia figlia, ma poi si iscrisse all’università per diventare infermiera professionale per cui cominciai a pensarci per me: i figli erano ormai grandi e sentivo che se volevo continuare la mia strada avevo bisogno di darmi una preparazione più specifica. Telefonai, ricevetti la visita di un Informatore Didattico e mi iscrissi. All’inizio presi la cosa un po’ come un gioco, un diversivo: il mio Centro Didattico era a Roma e il fatto di poter fare ogni tanto la turista nella capitale mi piaceva molto. Poi, però, mi resi conto che la cosa era più seria di quanto potessi immaginare e mi sentii più motivata, studiavo con accanimento. Fui anche richiamata dalla Casa di Riposo per fare l’assistente per due mesi: fu un periodo meraviglioso che ancora oggi mi porto nel cuore. Subito dopo, però, dovetti fermarmi…

Perché, che cosa successe?

Purtroppo un brutto incidente a mio marito, che per un lungo periodo di tempo mi tenne distante da tutto, al punto che pensavo di non poter più riprendere in mano il filo della mia piccola carriera. Invece a un certo punto trovai l’energia per ricominciare e fu così che nel settembre del 2008 finalmente sono diventata Operatore Socio Assistenziale per anziani.

Adesso cosa fai?

Da quasi un anno lavoro per la Cooperativa Sociale Nuova Famiglia. Sono assunta con contratto a tempo indeterminato e faccio l’assistente domiciliare. Attualmente seguo tre anziane signore di 77, 81 e 84 anni alle quali offro aiuto nella cura della persona, compagnia e, quando serve, accompagnamento esterno. Lavoro tutte le mattine e, alle volte, anche il pomeriggio con altri utenti. Mi trovo bene, ma…

Ma?

È un lavoro un po’ troppo frammentato, un’ora qui, un’altra là… La mia speranza è che alla riapertura della Casa di Riposo, che è in restauro sino a giugno, mi sarà data la possibilità di rientrare nella struttura. Sono fra i primi candidati e, in più, ci sarà un nuovo reparto di Residenza Sanitaria Assistita che richiede proprio la presenza di Operatori Socio Assistenziali. Dovesse succedere dovrei ringraziare ancora una volta l’Istituto Cortivo, una realtà in cui bisogna credere perché sa sempre dare buoni frutti agli allievi e agli ex allievi, fra i quali mi onoro di essere anch’io.