INTERVISTA A EMANUELA BARBERO

 

 

"Dell’Istituto Cortivo, con cui ho conseguito l’attestato di OSA per gli Anziani nel 2011, ho un ottimo ricordo. La mia è stata una formazione completa e soprattutto facile da gestire, che mi ha consentito di conciliare gli studi e il mio impegno con il servizio civile".

A parlare così è Emanuela Barbero di Saluzzo, oggi operatrice in una Casa di Riposo della provincia di Cuneo gestita dalla Cooperativa L’Azzurra. Giovane, con una voce squillante che rivela positività e gioia di vivere, Manuela si è anche iscritta al nuovo corso di Operatore Socio Sanitario sempre dell’Istituto Cortivo.

"Si tratta di una formazione in più che può completare il mio curriculum e arricchire il mio bagaglio professionale. Aggiornarsi è importante, ne è convinta anche la direzione della Cooperativa per la quale lavoro, che periodicamente organizza corsi di formazione a cui partecipo sempre molto volentieri".

Cosa ti ha spinto a seguire la strada del sociale?

"Il rapporto meraviglioso con mia nonna, una persona che ho adorato e che mi ha insegnato molto. Nei suoi ultimi anni di vita le sono stata accanto, l’ho assistita e non mi è pesato. È stato allora che ho pensato che assistere gli anziani poteva diventare per me un’occupazione vera e propria".

È stato così?

"Sì. Quando ho iniziato a lavorare ho ritrovato subito la sintonia che avevo con nonna. Certo, con alcuni lego di più, con altri di meno, ma sempre nel rispetto del loro modo di essere. Grazie al vostro corso ho imparato a gestire la relazione anche con le persone più difficili. Ognuno ha il proprio carattere e sta a noi operatori adattarci e mediare, imparare a gestire con garbo la relazione".

Sei molto preparata e prendi seriamente il tuo lavoro…

"C’è sempre da apprendere. Ultimamente ho frequentato un corso dove ci hanno insegnato come affrontare due temi scottanti per chi lavora con gli anziani: la sessualità e la morte. Sono aspetti importanti, ci sono e non bisogna evitarli. Tra i vecchi c’è chi sente l’esigenza di parlarne e chi no, in ogni caso il principio basilare anche di fronte a contenuti di questo genere è il rispetto. La morte, ad esempio: qualcuno l’accetta come un evento naturale, altri la ignorano forse per timore. Il compito di noi operatori è quello di assecondare in modo empatico…".

Cosa apprezzano di più in te gli anziani che assisti?

"La solarità. Quando entro in reparto porto il sorriso, un sorriso vero, che si tramuta in allegria, conversazione, leggerezza. Mi ringraziano di questo e oggi so quanto valore abbia per loro un sorriso sincero. Sorrisi, quindi, e professionalità, naturalmente".

Ci stai descrivendo un bell’ambiente di lavoro…

"Soprattutto sereno, dove lavorano persone semplici e solidali. Tra noi colleghi ci aiutiamo, siamo sempre pronti a dare una mano quando serve. Nessuno si tira mai indietro. È una cosa bella, questa, impagabile".