INTERVISTA A ELISA SIVIERI

Una storia particolare quella di Elisa Sivieri di Bergamo, fatta di esperienze imprenditoriali e successi professionali, ma anche di crisi esistenziali che l’hanno portata a interrogarsi su se stessa, sui veri valori della vita e sui propri talenti. Allieva dell’Istituto Cortivo iscritta al corso OSA per l’Infanzia, l’abbiamo incontrata a Villa Ottoboni in occasione del Corso di Impresa Sociale,

"Un primo contatto – spiega – per verificare se il mio sogno ha qualche chance di realizzarsi".

Partiamo dagli inizi: ci hai raccontato che ti sei diplomata alla scuola alberghiera. Cos’è successo subito dopo?

"Ho avviato un bar con mia sorella e abbiamo gestito l’attività per tre anni. Poi abbiamo chiuso. Molto impegno per un reddito troppo modesto… Mi è rimasto l’amaro in bocca e la convinzione che in Italia si fa troppo poco per incentivare l’imprenditorialità giovanile. Dopo questa esperienza ho trovato lavoro in un centro commerciale. Ho anche fatto carriera e sono diventata responsabile delle vendite di un piccolo negozio. Il lavoro mi piaceva, ma non l’ambiente, troppa competizione e un approccio alla vendita finalizzato solo al massimo profitto. Una pressione psicologica che mi creava un autentico malessere esistenziale. Ho cominciato a farmi domande importanti: chi ero realmente, cosa volevo dalla vita, cosa mi sarebbe veramente piaciuto fare…".

E così sei approdata al sociale: cosa ti ha convinto?

"Molte delle persone che mi conoscono continuavano a sottolineare il fatto di quanto fossi sensibile, attenta agli altri: ho pensato che fosse una dote da valorizzare, magari da impiegare in un lavoro che esprimesse la mia vera personalità".

Come hai conosciuto l’Istituto Cortivo?

"Continuavo a trovare la pubblicità sui giornali e così un giorno ho deciso di telefonare. Ho scelto di iscrivermi perché l’offerta mi è sembrata molto convincente e anche perché il percorso formativo mi consentiva di continuare a lavorare, aspetto per me fondamentale dato che volevo cambiare vita, ma dovevo contemporaneamente pagare il mutuo per la casa…".

In questo momento stai terminando il corso come Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia…

"A volte i paradossi: ho scelto il mondo dei bambini e mi ritrovo a lavorare con la terza età… e mi piace! Infatti ho intenzione di iscrivermi anche al corso OSA per anziani".

Non lavori più al centro commerciale?

"No, ho smesso per seguire la mia nonna paterna, ammalata di Alzheimer. In famiglia avevamo già provato con tre badanti, ma ogni tentativo era andato a vuoto. Così mi sono proposta io: ora seguo la nonna da mezzogiorno alle sette di sera. La mattina, invece, assisto una nonnina centenaria deliziosa: i suoi parenti, persone gentilissime, mi hanno fatto un contratto per 25 ore settimanali. Praticamente lavoro tutto il giorno e sono soddisfatta. Nel frattempo sto prendendo contatti per il tirocinio presso l’asilo nido di un paese vicino".

Parlaci del tuo sogno…

"Mi piacerebbe aprire un centro diurno per anziani tutto mio, con un servizio di assistenza molto simile a quello di una struttura per l’infanzia. Praticamente un asilo al contrario, dove i nonni possano trascorrere il tempo svolgendo attività ricreative, accuditi e amati come meritano. Credo che sarebbe molto stimolante per loro e di grande aiuto per le famiglie".

Come è stato accolto il tuo progetto al Corso di Impresa Sociale?

"Ha riscosso interesse, nonostante fosse l’unico riguardante la terza età. Le conduttrici del corso mi hanno anche fornito dell’ottimo materiale sull’argomento. Non so quanto ci vorrà per concretizzare questa mia idea. Intanto continuo a studiare e ad approfondire varie tematiche, prima fra tutte quella relativa alle demenze senili".