INTERVISTA A DELIA MARIA ABABEI

"In Romania mi ero diplomata in una scuola di design – ricorda Delia Maria Ababei residente a Roma – mi ero sposata, avevo avuto una figlia e speravo di poter fare una vita tranquilla assieme alla mia famiglia. Il mio destino, però, era un altro. Costretto dalla crisi dei primi anni ’90, mio marito è partito per cercare lavoro in Italia, e l’ha trovato. Qualche tempo dopo, nel 2004, sono partita anch’io e l’ho raggiunto nella Capitale. Qui ho fatto la badante per molti anni, ho assistito anziani mettendoci tutta la mia buona volontà, ma era faticoso e complicato, soprattutto quando si trattava di persone non autosufficienti. Nel frattempo cercavo delle alternative, ho chiesto a varie strutture una possibilità di occupazione, ma mi sentivo sempre rispondere che c’era bisogno di una qualifica e non riuscivo a ottenere ciò che volevo. Un giorno, però, assieme a mia figlia…".

Cosa hai fatto?

"Agli inizi del 2011 ho cercato una soluzione in internet e, tra le diverse possibilità, l’Istituto Cortivo mi è sembrata la migliore, quella più adatta alla mia condizione di lavoratrice in cerca di una specializzazione professionalizzante. Mi sono iscritta al corso di OSA per anziani e sono partita: il mattino badante e il pomeriggio studente. Facevo un esame al mese, le materie erano interessanti e i professori in gamba, mi impegnavo al massimo e, nonostante le difficoltà che trovavo in particolare nelle prove scritte, a causa del mio italiano non perfetto, ottenevo buoni risultati e, ben presto, sono giunta al momento del tirocinio".

Dove l’hai svolto?

"In una casa di riposo vicina a dove lavoravo: la M. Amabilis Suore Passioniste. L’ambiente mi è piaciuto subito, personale giovane e le suore bravissime: mi sono sentita ben accolta e stimolata a dare il meglio di me stessa. Non chiedevo altro, giorno dopo giorno sentivo la mia esperienza crescere e maturare, a contatto con anziani spesso sofferenti di Alzheimer e altre demenze senili, malattie che richiedono molta attenzione, doti psicologiche e grande pazienza. Non mi aspettavo nulla, mi sentivo spontaneamente portata ad agire per il bene di quelle persone, ma evidentemente il mio modo di lavorare è piaciuto ai miei colleghi e alla direzione perché, dopo due mesi, mi hanno detto che, se mi andava, potevo rimanere con loro".

Dal tirocinio all’assunzione?

"Sì, proprio così. Adesso lavoro part-time, solo il pomeriggio, perché la mattina continuo a seguire la famiglia presso la quale facevo la badante. Mi sono molto affezionata a loro, ma, a fine marzo, dopo aver istruito la persona che mi sostituirà, entrerò nella turnazione regolare della Amabilis, a tempo pieno".

Fantastico!

"È vero, l’Istituto Cortivo mi ha dato una chance e sono riuscita a coglierla in pieno. Sono felice per l’atmosfera di partecipazione che circonda ogni momento del quotidiano, voglio bene alle signore che assisto e sono ricambiata, le lavo, le accompagno, parliamo assieme e, se c’è un’emergenza, sono pronta a rimanere oltre l’orario. È un’esperienza completa, faticosa, certo, ma anche piena di soddisfazioni".

Come vedi il tuo domani?

"Mah, ho quarant’anni e spero soprattutto di non dover più cambiare la mia vita. Ho trovato una strada e vorrei continuarla, migliorandomi, magari. Mia figlia, ad esempio, si è appena iscritta a Scienze Infermieristiche all’Università Cattolica. Ecco, forse piacerebbe anche a me frequentare l’Università, aumentare le mie conoscenze, qualificarmi ulteriormente. Chi lo sa? La volontà non mi manca…".