INTERVISTA A CALICA ROWENA PULIDO

“Sono nata nelle Filippine – racconta Calica Rowena Pulido residente a Roma – e a 21 anni, nel 1987, sono venuta a lavorare in Italia. Sono passati 23 anni da allora, e per me sono stati un periodo di grande impegno. Ho fatto la baby sitter con vari bambini e la badante con tanti anziani. Ho affrontato tante difficoltà, ma ho avuto anche numerose soddisfazioni: diciamo che ho accumulato esperienze, ho imparato la lingua, pian piano mi sono sentita in grado di fare anche qualcosa di più, visto che la formazione culturale non mi manca davvero: nel mio Paese mi ero laureata in Scienze Politiche”.

E allora, cosa hai pensato di fare?

“Ho seguito il consiglio di mia sorella, che da tempo era infermiera in ospedale. Fai un corso, mi diceva, specializzati nell’assistenza agli anziani che è la cosa che sai fare meglio. Così, quando su un autobus ho notato la pubblicità dell’Istituto Cortivo e, subito dopo, l’ho rivista su un giornale, mi sono messa in contatto, ho ricevuto la visita dell’informatore e ho deciso di iscrivermi. Era la fine del 2006 e nel dicembre del 2009, dopo quasi tre anni, anche a causa di un lungo soggiorno in patria, ho ottenuto l’attestato di OSA per gli anziani“.

Come ti sei trovata con gli studi?

“Molto bene. Il corso mi è stato utilissimo, ho appreso molte cose interessanti sulle patologie e sui sintomi, sulla psicologia della terza età e sui modi migliori per dare una buona assistenza. Ho trovato anche buoni insegnanti, in particolare Daniele Lallini, docente del Centro Didattico di Roma, che mi ha seguito con grande disponibilità durante tutto il corso e il tirocinio”.

A proposito del tirocinio, dove lo hai svolto?

“Presso la Cassiavass, una Cooperativa Sociale Onlus di Roma che si occupa di assistenza in convenzione con il Comune. Ho prestato la mia opera presso il Centro Diurno, ma anche al domicilio degli anziani, lo stesso lavoro che continuo a fare ancora oggi”.

Continui a fare lo stesso lavoro?

“Sì, all’ultimo giorno del tirocinio la direzione della Cooperativa mi ha convocato per chiedermi se ero disponibile a continuare a lavorare con loro. Ho risposto che avevo bisogno di una quindicina di giorni per poter lasciare l’impegno che avevo come badante di due anziani, volevo salutarli senza creargli lo shock di un abbandono improvviso. Poi mi sono data disponibile a iniziare questa nuova avventura”.

Va tutto bene?

“È un lavoro impegnativo, devo spostarmi fra i domicili di vari anziani, ma sono comunque molto più libera di quando facevo la badante a tempo pieno, 24 ore su 24. Per il momento ho un contratto a progetto, ma tutti mi dicono che fra due anni, se tutto va bene, potrò diventare socia permanente della Cooperativa ed avere maggiore sicurezza per il futuro. Speriamo che tutto proceda per il meglio, da parte mia ce la sto mettendo tutta per non deludere chi ha avuto fiducia in me e mi ha dato l’occasione di cogliere questa opportunità”.