Intervista a Barbara Vagli

Frau redet mit Rollstuhlfahrerin im Park

“Dopo la maturità classica – ricorda Barbara Vagli di Gallicano in provincia di Lucca – mi sono iscritta all’università. Volevo prendere la laurea breve in Servizi Sociali. Purtroppo, però, quando ormai mi mancavano pochi esami e la tesi, ho dovuto lasciare gli studi a causa di gravi problemi familiari”.

Un peccato dover mollare quando si sta per tagliare il traguardo…

“Sì, è vero, poi ho provato più volte a riprendere ma non ci riuscivo, avevo perso la spinta, mi bloccavo, e a un certo punto ho smesso di insistere. Intanto mi ero sposata e avevo trovato lavoro in una fabbrica. Vivevo, certo, avevo uno stipendio, una casa e una famiglia, ma sentivo nel mio profondo crescere un senso di incompiutezza, di insoddisfazione: da sempre, infatti, avrei voluto svolgere un’attività che mi consentisse di aiutare gli altri, di agire positivamente nei confronti di chi ha bisogno e, in realtà, in quel senso non stavo facendo nulla”.

Ma eri pronta a cogliere l’occasione…

“In effetti quando una mia amica mi ha parlato dei corsi dell’Istituto Cortivo non ho perso tempo e ho richiesto l’incontro con l’Informatore Didattico. Dopo le sue esaurienti spiegazioni ero indecisa solo sulla specializzazione da scegliere, tra l’Amministratore di Sostegno oppure OSA per gli anziani, e alla fine ho deciso per quest’ultima”.

È andata bene?

“Più di quanto potessi pensare e sperare: studiavo volentieri nonostante gli impegni lavorativi e familiari, le materie erano interessanti e gli esami mi davano soddisfazione. Poi ho svolto il tirocinio nella Villa di Riposo della Società Benemerita G. Pascoli, e qui è iniziato il bello. Per più di tre mesi ho fatto quattro ore al giorno mettendoci tutto ciò che avevo dentro, la voglia di acquisire nozioni professionali, la disponibilità nei confronti degli utenti, l’entusiasmo che non avevo mai potuto esprimere fino in fondo. Poi, alla fine, il direttore mi dimostrò tutto il suo apprezzamento per il mio lavoro e, da parte mia, rimasi in contatto con la struttura. Facevo la volontaria nei fine settimana, avevo messo in piedi dei bei rapporti con gli ospiti e i colleghi e non volevo troncare di netto…”.

E poi?

“Nel novembre 2011 mi hanno telefonato chiedendomi se ero disponibile per una sostituzione di tre settimane. L’ho fatta e, a gennaio, mi hanno ricontattato. Questa volta era per un contratto a tempo determinato di tre mesi, conclusi i quali ho ottenuto l’assunzione a tempo indeterminato”.

Quindi da un anno fai il lavoro che hai sempre desiderato…

“Proprio così, e mi trovo benissimo. L’Istituto Cortivo ha davvero cambiato la mia vita, inaspettatamente e pienamente: mi sento realizzata, vado a lavorare con una convinzione che non ho mai avuto prima. Mi piace anche perché non ho a che fare con una sola categoria di utenti: faccio il giro completo, dagli autosufficienti a quelli mediamente autosufficienti sino ai non autosufficienti, e c’è sempre da imparare qualcosa di nuovo e di diverso”.

A sentirti così appagata non so se è il caso di chiederti cosa vorresti fare in futuro…

“Sto per diventare mamma e questa è la più grande realizzazione come donna a cui potessi aspirare!”.