NUOVA INTERVISTA A CONCETTA MARCIANTI

Avevamo parlato con Concetta Marcianti circa un anno e mezzo fa. Aveva appena terminato il suo percorso formativo come Operatrice Multiculturale e OSA per l’Infanzia con l’Istituto Cortivo e aveva un sogno nel cassetto, quello di aprire una ludoteca a Genova, la città dove tuttora abita con il marito e il figlioletto di quattro anni. Cosa è successo da allora?

"Diciamo che la ludoteca rimane un sogno, ma, nel frattempo, qualcosa si è concretizzato ed è qualcosa di molto importante: ho trovato un lavoro e questo grazie al Servizio Segnalazione Allievi dell’Istituto Cortivo. Sia chiaro, l’Istituto non ha alcun obbligo nei nostri confronti dato che il servizio che ha attivato è solo un’attenzione in più verso i suoi ex allievi. Ne ho apprezzato la sollecitudine: mi hanno telefonato dicendomi di aver segnalato il mio nominativo alla Medical Services, una società con sede a Roma che aveva appena vinto un appalto a Genova per la fornitura di Operatori Socio Assistenziali al Pronto Soccorso di una Struttura Sanitaria Locale. Ho apprezzato il gesto dell’Istituto Cortivo, ma mai e poi mai avrei immaginato di ricevere la telefonata della Medical Services il giorno dopo! Morale della favola, dopo il colloquio sono stata assunta e ho preso servizio circa un mese fa".

Di che lavoro si tratta?

"Siamo una decina di operatori e, a turno, abbiamo il compito di accompagnare i pazienti del Pronto Soccorso nei luoghi dove si effettuano gli esami diagnostici di routine. Sembra un lavoro facile e invece bisogna avere una speciale predisposizione al rapporto umano. Le persone che ci vengono affidate sono per lo più anziani, che stanno male o hanno appena subito un trauma da caduta. Bisogna essere in grado di rassicurarli e di contenere con tatto e sensibilità la loro ansia".

In effetti, non è facile, anche se tu hai già avuto esperienze professionali a contatto con le persone, però in tutt’altre condizioni…

"Sì, sono laureata in Scienze Naturali e nella mia vita ho insegnato a scuola e soprattutto ho lavorato come educatore ambientale in ambito eco-turistico. Un lavoro bellissimo, che mi piaceva molto, ma che, essendo un lavoro stagionale, non offre un continuum lavorativo nel tempo".

È stato il motivo per cui ti sei iscritta all’Istituto Cortivo.

"È così. Visto il mio background in campo educativo, mi era stato consigliato di provare a trovare uno sbocco nel sociale. Ho cercato su internet e ho trovato voi. È stata un’esperienza particolarmente felice e soprattutto fruttuosa, visto che mi ha offerto l’opportunità di trovare un lavoro, cosa per nulla facile di questi tempi".

Sappiamo che hai qualcosa di importante da dire…

"Ci tengo moltissimo e riguarda l’immagine dell’Istituto Cortivo che circola online. Ci sono persone che sminuiscono il valore e la qualità della sua proposta formativa. Tendono a malignare e a gettare discredito, non so con quale scopo, forse è solo un comportamento dettato dalla frustrazione di chi non riesce a realizzarsi. Io spesso intervengo per ribadire che la mia esperienza con l’Istituto Cortivo non solo è stata molto positiva, ma mi ha permesso anche di lavorare. Tutte le volte che mi capita, ribadisco che l’Istituto Cortivo non è un ufficio di collocamento: dopo la formazione sta a noi inviare curricula, darci da fare, eventualmente cambiare città o adattarci anche a un lavoro che non è proprio quello che avevamo preventivato. Inizio da me: ho una laurea in Scienze Naturali e sto studiando per prenderne un’altra con specializzazione in Cartografia Naturalistica. Nel frattempo, mi sono formata come Operatrice Multiculturale e per l’Infanzia, ho svolto volontariato in varie strutture e ora lavoro come OSA in un Pronto Soccorso. In tempi come questi è inutile piangersi addosso. Bisogna imparare a mettersi in gioco sempre. Ad esempio, in questo primo mese di lavoro, sto scoprendo cosa significa relazionarsi con persone ammalate e anziani e, ve lo posso assicurare, tutti i giorni imparo qualcosa di nuovo".