INTERVISTA AD ALESSIA CAPODICASA

Fin da ragazzina ho amato stare con i piccoli – ricorda Alessia Capodicasa di Siracusa. Trascorrevo parecchie ore con i miei cuginetti e stavo molto bene con loro, mi veniva facile trovare i modi per divertirli e per divertirmi. Poi, però, quando è venuto il momento di scegliere gli studi superiori, ho scelto il liceo scientifico tecnologico…”.

Non hai seguito la tua vocazione…

“Il fatto è che a quattordici anni si fa fatica a vedere chiaro in se stessi e a capire cosa davvero si desidererebbe fare da grandi. Comunque, dopo il diploma, ho tentato di recuperare la strada che sentivo più mia iscrivendomi all’università al corso di logopedia, ma i test d’ingresso erano troppo impegnativi e, per quanto mi fossi preparata, non li ho superati. È stata una delusione, ero venuta a sapere che non ci sarebbero più stati per molto tempo concorsi di abilitazione per maestra d’infanzia e mi trovavo in difficoltà: i mesi passavano e non riuscivo a trovare un percorso che mi desse la possibilità di lavorare con i bambini”.

Sino a quando?

“Era ormai trascorso settembre quando, navigando in internet, mi sono imbattuta nelle proposte dell’Istituto Cortivo. Ho mandato un messaggio e-mail e, dopo pochi giorni, ho ricevuto la visita dell’informatore didattico. Ho capito subito che era la soluzione che faceva per me e mi sono iscritta. Il corso è andato benissimo, le materie erano interessanti e mi piaceva studiarle, soprattutto psicologia, sociologia e pronto soccorso igiene. Superata agevolmente la parte generale, ho affrontato quella monografica della specializzazione infanzia, davvero entusiasmante, e poi il tirocinio”.

Dove lo hai svolto?

“Presso la cooperativa La Garderie, che gestisce due strutture qui a Siracusa, una comunale con tre sezioni nido e una privata con due nidi, uno per piccoli e uno per più grandicelli, e una scuola per l’infanzia. È stato un periodo bellissimo, durante il quale ho trovato tante conferme. Il lavoro mi piaceva, non era sempre semplice, ma lo svolgevo molto volentieri. Un paio di volte la direttrice è entrata in classe ed è rimasta colpita da quello che stavamo facendo al punto da chiedermi di lasciare il curriculum una volta concluso il tirocinio”.

Per assumerti?

“Lo speravo tanto e, in effetti, prima sono stata chiamata alcune volte per delle sostituzioni e, dal settembre del 2010, sono stata assunta a tempo indeterminato”.

Per cui adesso stai lavorando lì!

“Sì, da un paio di mesi posso dire di aver realizzato il mio sogno. In più, lavoro nel nido dei piccoli ed è un impegno ricchissimo di soddisfazioni: le prime parole, i primi passi, bisogna star loro vicino, stimolarli, ma i risultati sono fantastici. Con me ci sono una maestra e altre due operatrici, sono entrata subito in sintonia con loro anche perché le conoscevo dai tempi del tirocinio, ci si intende con uno sguardo. Abbiamo undici bambini e con loro svolgiamo tante attività, il gioco libero, le fiabe, i colori ma anche il Music Learning gestito secondo la teoria di Gordon: un bambino alla volta e si ascolta la musica senza canto. Cantiamo noi con lui, in rapporto diretto, ed è molto rilassante e divertente”.

Mi sembri talmente soddisfatta che non ti chiedo neanche se hai qualche altro programma per il futuro…

“Se me lo avessi chiesto tempo fa ti avrei detto che mi sarebbe tanto piaciuto aprire un nido per conto mio, ma oggi vedo questo passaggio ancora troppo simile a un salto nel vuoto. Comunque non si sa mai… Per il momento sto frequentando il tirocinio per ottenere il secondo attestato con l’Istituto Cortivo come operatrice multiculturale. Lo sto svolgendo in un centro della Caritas. È un mondo pieno di sorprese, belle e brutte, ma sempre molto interessanti”.