INTERVISTA A VIORICA NEAMTU

Moldava, laureata, Viorica Neamtu, oggi Operatrice Multiculturale con attestato rilasciato dall’Istituto Cortivo, nel suo paese faceva l’insegnante alle scuole elementari, una professione che amava e che ha lasciato per venire in Italia, in provincia di Padova.

"Agli inizi pensavo di rimanere per soli due anni, il tempo necessario per risparmiare qualcosa. Poi la vita ti porta a fare scelte diverse: io e mio marito abbiamo deciso di fermarci qui, anche perché nel frattempo in Italia erano nati altri due figli… ".

Quindi eri già mamma quando sei arrivata in Italia.

"Sì, di una bella bambina che avevamo lasciato con i nonni e con cui ci siamo ricongiunti quando lei ha iniziato le scuole elementari".

Come è andata l’integrazione a scuola?

"Molto bene. Anche se non c’era il mediatore culturale, la maestra ha accolto con molto affetto la bambina, che si è subito ben integrata nella classe. Comunque aveva già trascorso i due mesi prima dell’inizio della scuola presso un centro estivo dove aveva imparato i primi rudimenti della lingua italiana".

Anche tu parli benissimo l’italiano…

"Ho studiato per conto mio ed ora sono pronta a sostenere l’esame che certifica il livello più alto della conoscenza dell’italiano, quello necessario per potersi iscrivere all’Università. Parlo anche il russo e l’inglese. D’altra parte per fare il mediatore multiculturale la conoscenza di più lingue è fondamentale. Il russo mi permette di comunicare con le persone provenienti dall’est Europa mentre l’inglese è utile nel rapporto con i migranti provenienti da paesi anglofoni, africani e asiatici soprattutto".

Le tue impressioni sull’Istituto Cortivo?

"La scelta di iscrivermi mi ha senza dubbio aperto nuove opportunità professionali, più in sintonia con la mia formazione universitaria e culturale. Per la mia situazione l’Istituto era ideale: potevo studiare per conto mio e pianificare gli esami senza che questo interferisse con i miei impegni di lavoro e di famiglia. Con l’Istituto Cortivo ho conseguito anche l’attestato di OSA per gli anziani. Ho voluto farlo per dare maggiore valore alla mia esperienza nell’assistenza alla terza età. Inoltre ricordo volentieri il tirocinio svolto presso una Casa Famiglia che ospitava donne straniere con figli. In questo caso la mediazione non era solo fra migranti e italiani, ma anche tra persone provenienti da paesi diversi, di diversa religione e diverse abitudini, una situazione in cui ho imparato ad affinare le capacità di ascolto e di dialogo. In quel contesto, infatti, anche un tono di voce non appropriato poteva dare adito a fraintendimenti e impedire una comunicazione positiva".

Ora stai lavorando come Operatrice Multiculturale. Ci puoi raccontare qualcosa?

"Dopo aver superato un concorso indetto dal Comune di Padova, sono stata assunta con un contratto di collaborazione coordinato e continuativo di 30 ore mensili presso uno sportello CISI, centro di informazione e servizi per immigrati. Il mio compito è aiutare i migranti nelle pratiche relative ai permessi di soggiorno e ai ricongiungimenti familiari. Quando arrivano in Italia sono spesso disorientati, bisogna spiegare loro a quali uffici rivolgersi, supportarli nella compilazione di pratiche complesse… È un lavoro che mi piace e che mi tiene allenata nell’uso del russo e dell’inglese…".

Ci sono altri settori della multiculturalità in cui ti piacerebbe esprimerti professionalmente?

"Il mio sogno sarebbe di lavorare come mediatrice multiculturale nelle scuole: ritornerei nell’ambito educativo e aiuterei i bimbi stranieri a integrarsi. È un lavoro importante, che può davvero contribuire a far incontrare tra loro diverse culture. Adesso, però, sono più che contenta di quello che sto facendo: infatti, visto che sono ancora molto impegnata come mamma, per ora il part time al CISI è perfetto".