INTERVISTA A VINCENZA TORO

Ho scelto di iscrivermi all’Istituto Cortivo motivata dal classico sogno nel cassetto: acquisire un titolo utile per aprire una struttura tutta mia per l’infanzia. Il sogno rimane tale ma, in compenso, ho trovato un buon lavoro come educatrice a Casa Speranza, struttura per mamme in difficoltà attiva nella provincia di Potenza.

Laureata in lingue, Vincenza Toro di di Potenza è infatti Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia dal 2008 e Operatore Multiculturale dal gennaio scorso.

Ho iniziato a lavorare a novembre, esattamente un mese dopo aver terminato il tirocinio. Nei tre mesi di tirocinio la Direzione aveva potuto verificare la mia preparazione e le mie attitudini professionali. Devo aver fatto una buona impressione perché nel momento in cui si è liberato un posto come educatore mi hanno subito proposto l’assunzione.

Di che struttura si tratta?

È una struttura che ospita madri con bambini, in gran parte straniere. Quasi tutte ci vengono inviate dai Servizi Sociali del Comune, alcune sono state allontanate dalle famiglie per i maltrattamenti subiti dal marito. I paesi di provenienza sono i più diversi: Romania, Ucraina, Nigeria, Maghreb…

Con loro metti in pratica la tua conoscenza delle lingue?

Sì, conosco bene l’inglese, il francese e anche un po’ di spagnolo. Questo mi permette di svolgere al meglio il mio lavoro. Mi capita spesso di mediare tra le madri e la scuola, di spiegare loro cosa c’è scritto nelle circolari, le motivazioni di alcune feste per noi importanti come il Natale, di tenere il contatto con gli insegnanti…

Come mai dopo una laurea come la tua hai scelto un percorso professionale completamente diverso?

Perché già da tempo mi occupavo di volontariato. Conoscevo quindi il sociale, le strutture di assistenza e le relative problematiche. Era un po’ il mio mondo… Così, dopo alcuni anni trascorsi nella scuola come insegnante precaria, ho deciso di dare una svolta e di confrontarmi con una realtà che mi è più congeniale.

Quali sono le tue mansioni a Casa Speranza?

Mi occupo soprattutto di supervisionare l’organizzazione della struttura: decidere i turni per le pulizie, gestire la dispensa, coordinare le attività, fare da paciere quando sorgono conflitti o piccole dispute tra le ospiti, che sono una quindicina. Inoltre accompagno le donne nei vari uffici per il disbrigo delle pratiche burocratiche, mi prendo cura dei bambini quando le mamme sono assenti, li accompagno a scuola, li aiuto nei compiti, provvedo che facciano merenda, ecc. Lavoro trentasei ore la settimana con turni piuttosto impegnativi. Ho solo un fine settimana completamente libero al mese, negli altri lavoro il sabato o la domenica.

Parliamo dell’Istituto Cortivo. Come consideri la formazione che hai ricevuto?

Ottima. Mi ha permesso di approfondire varie tematiche ed è stata fondamentale per trovare subito lavoro. Tra l’altro non si tratta di un’occupazione temporanea: sono stata assunta con un contratto a tempo indeterminato.

E quel tuo sogno nel cassetto?

È ancora lì. Ogni tanto ne parlo con una collega. Sarebbe bello aprire un nido o una ludoteca… Conosco il Progetto Cortivo Baby Planet e mi trova in perfetta sintonia.