INTERVISTA A VALENTINA PULICE

Una personalità eclettica quella di Valentina Pulice di Roma, giovane donna piena di interessi e con una vera passione per le lingue e le culture orientali, quella araba in particolare.

“È stata proprio la passione per la lingua araba la molla che mi ha portato a iscrivermi all’Istituto Cortivo, con il quale ho ottenuto l’attestato di Operatore Multiculturale. Desideravo lavorare nel campo della multiculturalità e quindi, terminato il corso, ho cercato lavoro in strutture d’accoglienza e comunità per immigrati. Potevo già contare sull’esperienza maturata come volontaria presso una casa famiglia per rifugiati gestita dalla Caritas. Purtroppo non è andata come speravo, è un settore in cui si investe poco e quindi il servizio si basa quasi essenzialmente sull’impegno gratuito dei volontari. Io però avevo bisogno di lavorare…".

E quindi hai dovuto allargare i tuoi orizzonti.
 
"Mi è comunque andata bene in quanto sono stata assunta con contratto a progetto, da un’ottima Cooperativa che gestisce il servizio di assistenza domiciliare ai disabili in uno dei municipi romani. Un ambiente stimolante, che mi ha affiancato e mi ha dato la possibilità di frequentare corsi di aggiornamento specifici per lavorare con la disabilità".
 
Le tue mansioni?
 
"Avevo il compito di assistere bambini e adulti colpiti da varie patologie, dall’autismo alla sindrome di Down sino ai ritardi mentali di lieve e forte entità. Nell’ultimo anno seguivo una bimba colpita da asfissia da parto: mi occupavo interamente di lei, giocavamo, la lavavo e la cambiavo, le davo da mangiare, le facevo fare l’aerosol e alcuni semplici esercizi di fisioterapia. Se non dovessi più vederla, mi mancherà…".
 
Come mai utilizzi l’imperfetto? Qualche problema in vista?
 
"Ci è stato appena comunicato dai responsabili della Cooperativa che il Comune ha terminato i fondi per il nostro municipio: niente fondi, niente lavoro. Da domani tutti a casa… Siamo in 15 operatori e ognuno di noi segue almeno 4 persone".
 
Significa sessanta famiglie che non potranno più contare sull’assistenza domiciliare. È una cosa talmente grave che fa sperare in una soluzione veloce del problema…
 
"In effetti la Cooperativa ci ha detto di aspettare qualche giorno, anche perché a tutti gli altri municipi il Comune continua ad erogare i fondi per il servizio e quindi non si capisce bene cosa sia successo".
 
Cerchiamo di pensare positivo e, in ogni caso, puoi sempre contare sulla tua formazione e sull’esperienza acquisita sul campo. A proposito di questo, cosa ci puoi raccontare del tuo percorso con l’Istituto Cortivo?
 
"Iscrivermi si è rivelata un’ottima scelta: ho potuto lavorare e studiare insieme e, tutte le volte che ho avuto bisogno di chiarimenti, ho potuto contare sulla pronta disponibilità dei docenti. Ho imparato molto anche dal tirocinio, che ho svolto presso il Sindacato Immigrati. Mi ha offerto l’opportunità di confrontarmi con persone preparate e competenti e di mettermi alla prova come mediatrice culturale".
 
Sappiamo che conosci più lingue…
 
"Parlo il francese e l’inglese e me la cavo piuttosto bene anche con la lingua araba".
 
Diamo per scontato che continuerai a lavorare nell’ambito dell’assistenza ai disabili: hai qualche progetto che vorresti realizzare?
 
"Stavo pensando di organizzare dei laboratori di motricità".
 
Come mai?


"Perché sono anche insegnante di danza orientale, ginnastica dolce e pilates. Ho pensato di mettere a frutto questa mia competenza per offrire un’attività originale, utile e divertente anche a chi è diversamente abile".
 
Un’ultima considerazione?
 
"Spero che alla Cooperativa arrivino i fondi: vorrei non dover interrompere il legame forte che sono riuscita a creare in quest’ultimo anno e mezzo con gli utenti e con le loro famiglie".