INTERVISTA A TEUTA SMAKAJ

Teuta Smakaj è arrivata a Pomezia (RM) nel 2001. In Albania aveva lavorato per oltre 15 anni in un reparto pediatria. Dopo un periodo trascorso al fianco di una signora malata di Alzheimer, ha conseguito gli attestati dell’Istituto Cortivo come Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e per disabili. Assunta nel novembre 2007 da Pomezia Servizi Spa, lavora nel campo dell’assistenza socio-sanitaria e sta terminando il corso di Operatore Multiculturale.

La mia è una storia particolare perché, in fondo, l’Italia è anche un po’ il mio paese, visto che mio padre era italiano. Lavorava presso l’ambasciata a Tirana e proprio questo ho potuto frequentare un collegio riservato ai figli dei dipendenti. Una scuola dura ma molto formativa, soprattutto nell’area linguistica. Poi mi sono laureata come infermiera e ho praticato la professione per molti anni. Sono arrivata a Pomezia chiamata da un mio cognato: aveva saputo che cercavano una badante con competenze infermieristiche e così ha fatto il mio nome. Le sono stata vicina per più di un anno… È stata un’esperienza importante perché mi ha permesso di esercitare la pazienza, una caratteristica molto utile per chi fa questo lavoro.

Sono ormai otto anni che sei in Italia. La tua famiglia si è riunita e tu hai deciso di riprendere gli studi… Ci vuoi raccontare il motivo di questa decisione?

Ho capito che la via verso una reale integrazione richiedeva uno sforzo in più. Tornare a scuola significava per me imparare meglio la lingua, conoscere di più la vostra cultura… Una buona formazione, magari complementare a quella che possedevo, era inoltre la scelta giusta per trovare un lavoro più qualificato e meglio retribuito. Così, dopo aver visto la pubblicità dell’Istituto Cortivo e parlato con il vostro Informatore Didattico, mi sono iscritta.

Soddisfatta della scelta?

È stata un’occasione unica. Seguendo assiduamente le lezioni ho potuto affrontare tematiche che non conoscevo, soprattutto nell’area socio-psicologica. Grazie all’Istituto Cortivo ho appreso tecniche indispensabili come quelle dell’ascolto, della cura e dell’empatia. Anche le materie più strettamente sanitarie sono state trattate veramente bene e in modo approfondito.

Sappiamo che hai trovato lavoro mentre facevi tirocinio presso una struttura per disabili. È così?

Sì. I responsabili della struttura (gestita molto bene da Pomezia Servizi Spa come tutti i servizi socio-sanitari del Comune) mi hanno chiesto se ero disponibile per un lavoro di assistenza domiciliare.

E tu naturalmente hai accettato…

Sembrava il lavoro fatto su misura per me. Si trattava di seguire utenti a domicilio bisognosi anche di assistenza sanitaria. Attualmente seguo alcuni di loro anche tre volte al giorno e tutte le volte sono grata all’Istituto Cortivo per avermi insegnato a sostenere anche il peso psicologico di questa professione. Mi occupo dell’assistenza ma anche dell’ascolto dei malati e dei loro familiari, spesso molto provati dalla malattia dei loro cari. La psicologa dell’Istituto Cortivo mi ha insegnato come comportarmi con i pazienti, come lavorare con la pazienza, come aiutare le persone anche dal punto di vista umano… Sono contenta perché sono consapevole che il mio è un lavoro ben fatto. Molti pazienti chiedono espressamente di Teuta, desiderano essere accuditi da me.

Sei una donna molto forte, capace di veri e grandi sentimenti. Sei anche molto determinata ad esprimerti al meglio professionalmente. Stai anche terminando il corso come Operatore Multiculturale. Hai altri progetti?

Terminato il corso vorrei iscrivermi all’Università La Sapienza di Roma e conseguire la laurea in Servizi Sociali. Mi sto informando sul test d’ingresso…