INTERVISTA A SELENA GUIOT

"Dopo aver conseguito il diploma di Maturità Linguistica – racconta Selena Guiot di Rivalta in provincia di Torino oggi Operatrice Socio Assistenziale per la multiculturalita’ con attestato rilasciato alla fine di ottobre 2009 dall’Istituto Cortivo – la mia vita ha subito in sequenza tre importanti svolte".

Ovvero?

"Il mio primo obiettivo dopo il diploma era quello di trovare una mia dimensione fuori dalla casa dei miei genitori. Quindi mi adattai ad un impiego da segretaria, ma non mi piaceva proprio. Al tempo, la mia più forte passione era quella per l’arte e fu così che decisi di iscrivermi a una scuola di restauro. La frequentai con successo per tre anni e, alla fine, riuscii a lasciare l’ufficio e a trovare lavoro come restauratrice. Dopo un po’ di tempo, però, cominciai a sentire che anche questa occupazione non corrispondeva al mio profondo sentire e provai a cercare ancora altri orizzonti. La rivelazione avvenne in Brasile, precisamente a Salvador de Bahia, dove mi ero recata in collegamento con un’associazione che interveniva a favore dei bambini di strada".

Cosa è successo in Brasile?

"Ho lavorato in un asilo e, all’improvviso, mi sono resa conto che avevo trovato la mia strada: il contatto quotidiano con i bambini mi dava emozioni mai provate e un entusiasmo infinito. Di conseguenza decisi che, una volta ritornata in Italia, mi sarei dedicata anima e corpo a questa attività".

E cosa hai fatto?

"Il primo passo l’ho compiuto iscrivendomi all’Istituto Cortivo per le specializzazioni multiculturalita’, infanzia e disabili. Poi ho svolto un anno di servizio civile durante il quale ho lavorato con i bambini nomadi, un’esperienza bellissima che ho raccontato nella tesi finale del corso di operatore multiculturale".

Hai portato a termine anche le altre due specializzazioni?

"Non ancora, perché subito dopo il servizio civile mi è capitata un’occasione di lavoro che non ho voluto perdere e che mi ha costretta a limitare il tempo dedicato agli studi".

Di cosa si trattava?

"La proposta veniva da una cooperativa che cercava un’assistente all’integrazione scolastica. Mi sono presentata, mi hanno scelta e da tre anni lavoro presso tre strutture di Pinerolo, un asilo nido, una scuola elementare e una media".

Quali sono i tuoi compiti?

"Seguo bambini con disabilità fisiche e mentali, in media due tre casi all’anno, e lavoro ogni giorno, in media 24-27 ore alla settimana, in équipe con il neuropsichiatra, l’insegnante di sostegno, l’insegnante di ruolo, il fisioterapista e il logopedista. Non è un impegno facile, è fatto di tanti problemi, ma anche di tante soddisfazioni e devo dire che mi piace molto: è coinvolgente al punto tale che devo impegnare tutta la razionalità che possiedo per distinguere fra il mio ruolo professionale e le pulsioni emotive, che spesso sono davvero travolgenti".