INTERVISTA A NATALIA GAVRILOVA

"Sono moldava, di origini russe – racconta Natalia Gavrilova residente a Bovezzo in provincia di Brescia – e sono qui in Italia da quasi sette anni. Nei primi tempi, nonostante disponessi di una laurea ottenuta nel mio paese natale in economia e giurisprudenza che però non era riconosciuta in Italia, ho dovuto arrangiarmi facendo vari e diversi lavori, nessuno dei quali però mi dava una prospettiva di lungo periodo. Quando mi sono resa conto che senza un titolo valido non avrei mai potuto trovare un posto all’altezza delle mie esigenze, ho cercato di trovare una soluzione".

Quale soluzione hai trovato?

"Nonostante non avessi nessuna esperienza nel campo del sociale, guardando in internet sono rimasta molto colpita dall’offerta formativa dell’Istituto Cortivo, che offriva un attestato spendibile a livello professionale senza richiedere un impegno tale da impedirmi di poter guadagnare qualcosa: potevo continuare a lavorare e studiare nel tempo libero, una possibilità davvero ottima".

Così ti sei iscritta?

"Certo, ai corsi di Operatore Multiculturale e di OSA per l’infanzia. Frequentavo la sede di Brescia e, con il passare del tempo, mi trovavo sempre più a mio agio. Le materie erano interessanti e, giorno dopo giorno, imparavo a comprendere le tematiche e le problematiche sociali, il valore del lavoro per cui mi stavo preparando. La vera svolta, però, è venuta con i tirocini: il primo l’ho fatto nel Centro Migranti Associazione Onlus della diocesi bresciana; qui sono stata per la prima volta a diretto contatto con gli utenti, persone provenienti da tutto il mondo con il loro carico di difficoltà e di speranze alle quali potevo dare aiuto sia dal punto di vista burocratico sia da quello economico. Era un incarico impegnativo, ma ricco di soddisfazioni al punto da convincermi a rimanere anche dopo il tirocinio, come volontaria, per dare una mano in particolare alla gente che proviene dai paesi dell’est Europa, con la quale posso parlare nella mia lingua".

Quindi oggi lavori come volontaria?

"Non solo. Infatti, nel febbraio del 2011, sono stata assunta in qualità di Operatore di Marginalità Grave con contratto a progetto per 24 ore al mese dalla Cooperativa Sociale Scalabrini Bonomelli, una struttura che opera in stretta collaborazione con il Centro Migranti. È un incarico difficile, ho a che fare con persone in profondo disagio, spesso malate e sole, ma se riesco a fornire loro l’aiuto di cui necessitano, provo una gioia davvero immensa".

A che punto sei con il corso OSA per l’infanzia?

"Questo è attualmente il mio terzo impegno. Dopo aver concluso gli esami, infatti, ai primi di maggio ho iniziato il tirocinio presso l’Associazione Bimbo Chiama Bimbo Onlus di Brescia. Anche in questo caso sono stata fortunata: l’ambiente è stimolante e le persone perfette. Forniamo servizi ai bambini in difficoltà e alle loro famiglie: baby sitting di emergenza, accoglienza per piccoli dai 5 mesi ai 5 anni e per bambini più grandicelli da 6 a 12 anni, un centro 0-3 dove i bambini stanno assieme alle loro mamme, attività di sostegno scolastico, il centro Bambini Insieme per Crescere riservato a ragazzi dai 16 anni in su e il servizio Porta Accanto, che consiste nell’attivare le famiglie per dare aiuto ai nuclei familiari dei vicini con minori in difficoltà. Inoltre promuoviamo il progetto Croazia, ovvero l’accoglienza presso famiglie italiane di piccoli croati che frequentano per due settimane un Grest, nonché altre iniziative come la distribuzione di aiuti alimentari e di vestiario".

Cosa speri per il futuro?

"Anzitutto di trovare una collocazione più continuativa e remunerativa, che mi consenta di portare un vero stipendio in casa, sono sposata, ma ancora non ho avuto la possibilità di fare dei figli, e poi di continuare ad ottenere le soddisfazioni che già mi stanno riempiendo l’anima: conoscere tante persone e poter essere utile per risolvere i loro problemi".