INTERVISTA A MARIYA STEPANYUK

Laureata in matematica e informatica, in Ucraina Mariya Stepanyuk faceva l’insegnante. Poi, assieme al marito Volodymyr, ingegnere, ha deciso di venire in Italia. Oggi vivono a Cagliari ed entrambi sono Operatori Multiculturali con attestato rilasciato dall’Istituto Cortivo. Mariya lavora nel campo dell’assistenza domiciliare, ma è impegnata anche in un progetto di volontariato molto speciale.

"Sì, quattro anni fa io e mio marito abbiamo deciso di fondare con alcuni amici l’Associazione ‘Barvinok’, un modo per aiutare i nostri concittadini nel disbrigo di pratiche burocratiche a volte veramente complesse. Per essere all’altezza dei nostri obiettivi era però necessario dotarsi di strumenti adeguati ed è stato per questo motivo che, sia io che mio marito, ci siamo iscritti all’Istituto Cortivo".

Com’è andata, si è rivelata una scelta utile?

"Senz’altro molto positiva, abbiamo imparato tanto e, personalmente, ho trovato importanti soprattutto materie come la psicologia e ciò che riguardava la legislazione italiana. Il problema è che le leggi cambiano continuamente, pertanto serve un aggiornamento continuo".

Parlaci dell’Associazione: perché è nata e quali obiettivi si prefigge?

"Volevamo fornire un sostegno ai nostri concittadini. Oggi siamo attivi con uno sportello pomeridiano tutti i giovedì e, a chiedere aiuto, non sono solo gli Ucraini ma, tutti gli stranieri e anche parecchi italiani, soprattutto famiglie che desiderano assumere qualcuno per un lavoro d’assistenza e spesso non sanno da che parte iniziare le pratiche d’assunzione. Facciamo le traduzioni giurate e ci occupiamo anche di preparare tutte le documentazioni per il rimpatrio volontario con il progetto NIRVA, ovvero per chi desidera tornare nel proprio Paese, ma non ha i mezzi per farlo. Inoltre, ci occupiamo di ricongiungimento familiare, decreto flussi, ecc. Per queste pratiche abbiamo l’abilitazione dal Ministero degli Interni. Collaboriamo con un bravissimo avvocato italiano per garantire l’assistenza legale e la tutela dei diritti dei lavoratori immigrati, soprattutto per ciò che riguarda gli infortuni sul lavoro".

Un contribuito prezioso per la tua comunità…

"Noi ucraini siamo la seconda comunità straniera a Cagliari, la terza della provincia e la quinta di tutta la Sardegna. Siamo circa 2.000 persone di cui l’80% donne. Siamo collegati con l’Ambasciata italiana a Kiev e aiutiamo a preparare la documentazione per i visti di soggiorno. Collaboriamo con l’Ambasciata e Consolato Ucraini a Roma.Un funzionario del nostro consolato viene periodicamente da noi a dare i servizi consolari ai nostri concittadini presenti in Sardegna".

Oltre allo sportello, quali altri servizi offrite?

"Siamo molto attivi anche sul piano culturale e cerchiamo di tenere viva l’identità ucraina, organizzando feste e manifestazioni dedicate alle nostre tradizioni. Lo facciamo anche per far conoscere agli italiani i nostri usi e costumi, la nostra cucina, la nostra cultura… Un momento molto bello è quello della Festa Etnica che da alcuni anni si svolge a Cagliari: sono presenti tutte le comunità di immigrati e anche noi abbiamo il nostro stand".

Parli del tuo volontariato con molto entusiasmo…

"Personalmente mi occupo anche di mediazione linguistica: mi piace perché mi riporta alla mia vecchia professione di insegnante, che mi manca molto. Da due anni ho dato vita anche a una nuova iniziativa finalizzata in particolare ai bambini di famiglie miste: organizzo un piccolo evento per il Natale ortodosso con recite, presepe vivente e canzoni tipiche ucraine, un modo per far recuperare ai bambini italo-ucraini le loro radici est-europee".