Intervista a Maria Jivita

jivita maria

È arrivata in Italia dalla Moldavia alla fine del 1999 Maria Jivita, con un diploma di istituto tecnico e tante speranze per il futuro.

“All’inizio, per un paio d’anni, ho fatto la colf in una bella famiglia. Poi ho lavorato per conto di diverse cooperative come addetta alle pulizie e in più lavoravo come baby sitter e come assistente agli anziani. Sentivo però il bisogno di qualificarmi di più, di trovare una possibilità di formazione che mi consentisse di svolgere sempre meglio il mio lavoro con il prossimo”.

Per questo ti sei iscritta all’Istituto Cortivo?

“Avrei voluto farlo prima, ma da tempo mio marito stava molto male, e ho dovuto rimandare l’iscrizione sino al momento in cui l’inevitabile è successo. Per questo ho potuto iniziare il corso per Operatore Multiculturale solo nel gennaio del 2012″.

E come è andato?

“Qualche difficoltà all’inizio ma poi benissimo, quasi con allegria: facevo un esame al mese, è stata per me una grande soddisfazione vedere che ce la facevo, che imparavo nuove competenze, che ero sempre più in grado di poter dare di più”.

Poi il tirocinio…

“Fantastica esperienza! L’ho continuato per sei mesi in due diverse strutture, una era una casa di accoglienza per madri nubili immigrate, la seconda una comunità di prima accoglienza per minori non accompagnati. Ho dato il massimo in entrambe le situazioni e adesso, che da qualche mese sono disoccupata a causa della crisi, continuo a fare la volontaria in tutte e due le realtà: nella seconda gestisco anche un laboratorio di pittura creativa e organizzo feste e la direzione mi ha detto che probabilmente a breve possono farmi firmare un contratto”.

Hai partecipato anche a un Seminario di Impresa Sociale. Hai qualche sogno nel cassetto?

“Molto vago, purtroppo, ma mi è comunque piaciuto capire come si può avviare una propria attività. Mi piacerebbe tanto aprire un servizio per i ragazzi dai 14 ai 18 anni, una fascia di età che mi sta particolarmente a cuore. Penso a una struttura a mezza strada fra la ludoteca e il centro educativo, innovativa e pedagogica, dove i ragazzi possano trascorrere il tempo libero dedicandosi ad attività creative e istruttive. A parte i sogni, sono stata a Villa Ottoboni anche per il laboratorio di scrittura autobiografica, e mi è piaciuto tanto”.

Racconta…

“È stato un momento splendido, mi ha mosso qualcosa dentro, abbiamo toccato argomenti molto interessanti e ho avuto modo di apprendere le basi di una tecnica estremamente utile. Il laboratorio è stato di sabato e il giorno dopo, domenica, ero con i ragazzi della comunità: ero ancora carica dell’esperienza che avevo appena fatto e ho pensato di proporre subito la scrittura: è stato un successo fantastico!”