INTERVISTA A MARA PUGLIESE

"Da bambina, soprattutto d’estate quando non andavo a scuola – racconta Mara Pugliese di Castrovillari in provincia di Cosenza – accompagnavo mia madre nel suo lavoro di fisioterapista. È stato così che ho cominciato a conoscere i problemi degli anziani e delle varie disabilità, conoscenza che ho potuto ulteriormente approfondire quando frequentavo le superiori e, sempre durante le vacanze, seguivo mamma nei suoi interventi in un centro di assistenza per disabili. Si organizzavano anche giochi e iniziative teatrali, tutto era molto coinvolgente. Così, fra gli studi che stavo facendo al liceo socio psico pedagogico e queste esperienze pratiche, il mio avvicinamento al mondo del sociale procedeva a passi da gigante".

E dopo il diploma?

"Ho provato ad iscrivermi all’Università, alla Facoltà di Scienze dell’Educazione, ma l’ambiente non mi piaceva, dopo tre mesi ho lasciato e, per circa un anno e mezzo, ho perso la strada maestra: ho lavorato in un call center, in una copisteria e ho fatto la segretaria in un ufficio, ma non ero contenta, sentivo che dovevo cercare un’alternativa più adatta a me…".

Come l’hai trovata?

"Grazie a mia sorella che, navigando sul web, ha visto le proposte dell’Istituto Cortivo. Mi sono messa in contatto e, dopo il colloquio con l’informatore didattico presso la sede di Cosenza, mi sono iscritta per tre specializzazioni: Infanzia, Multiculturalità e Disabili".

Di nuovo sui libri…

"Con grande piacere, ho trovato interessanti tutte le materie, in particolare psicologia, psicopedagogia, sociologia. Seguivo le lezioni online, mi appassionavo e, al ritmo di almeno un esame al mese, in poco più di un anno ero pronta per iniziare i tirocini".

Dove li hai svolti?

"Li ho fatti tutti e tre nella Casa famiglia per minori Paper Moon, struttura nella quale mi sono trovata subito a mio agio e che, per fortuna, aveva un tipo di utenza che mi ha permesso di approfondire sia le tematiche relative ai bambini sia quelle concernenti la disabilità e i soggetti provenienti da altre culture. Ci sono stata come tirocinante e come volontaria fra un tirocinio e l’altro per ben due anni, impegnativi, certo, ma durante i quali ho potuto finalmente fare le cose per cui mi sentivo portata: anche d’estate non mollavo, portavo i ragazzi al Grest, aiutavo e partecipavo alle attività di animazione".

E quando i tirocini sono finiti?

"È stato circa tre mesi fa, quando sono diventata Operatrice Multiculturale. In quel momento ho avuto la sorpresa più bella: la responsabile mi ha chiesto se ero disponibile ad essere assunta come operatrice. Ho colto la palla al balzo e adesso sono qui, con i due fratellini, il ragazzo di sedici anni, il diciottenne afgano, la ragazza maggiorenne disabile psichica senza famiglia, la ventenne brasiliana adottata dalla madre della responsabile quando aveva quattro anni, gli operatori e i volontari con i quali ho ottimi rapporti. L’ambiente è perfetto, e devo ringraziare l’Istituto Cortivo per avermi permesso di conoscerlo e praticarlo".

Cosa vedi nel tuo futuro?

"Sono a un punto di svolta. Il mio ragazzo ha una casa e dei parenti a Milano e abbiamo intenzione di trasferirci là. Ormai ho accumulato una certa esperienza professionale e credo di poter trovare una situazione lavorativa anche in quella città. Castrovillari è una realtà piccola, ma sono sempre vissuta qui e affrontare la metropoli mi preoccupa un po’ anche se, quando ci sono andata, mi è piaciuta. Vedremo, spero proprio che tutto vada per il meglio…".