INTERVISTA A FLAVIA FINAMORE

Sono bastate due parole per capire che Flavia è una donna forte e simpatica, di quelle determinate a raggiungere i propri obiettivi. Nonostante avesse la febbre, ha deciso di concedermi comunque l’intervista. Parlare con lei è stato davvero piacevole: Flavia ha 39 anni e una bambina piccola. Ha lavorato in passato come guida culturale nei musei, ha una formazione Cortivo come Operatrice Multiculturale e si sta laureando in lingue. Attualmente sta lavorando come OSA con un contratto a termine che sarà presto rinnovato.

Sì, ma non alle stesse condizioni. Il progetto è stato ridimensionato e così probabilmente lavorerò meno ore. Peccato…

Davvero. Però con la tua esperienza puoi anche cercare altrove.

Ed è quello che farò. Le realtà nel sociale non mancano di certo, anche se mi dispiace lasciare quello che sto facendo.

E cioè?

Lavoro per Arci Solidarietà, un’associazione che si occupa di integrazione presso i nidi e le scuole del Municipio XI di Roma, lo stesso dove ho svolto il tirocinio. Il mio compito è quello di programmare l’inserimento scolastico i bambini stranieri in età prescolare. Sono affiancata da psicologi e psicopedagogisti e mi occupo anche della formazione degli insegnanti. A volte, quando ci sono problemi, seguo casi individuali ma non è una cosa abituale.

Entriamo nei dettagli: quali sono le tue mansioni specifiche?

Beh, visto che mi sto laureando in lingue, svolgo a volte il ruolo di mediatrice culturale. Parlo lo spagnolo e il portoghese. Inoltre coordino i mediatori di madre lingua e, altra cosa che amo moltissimo fare, seguo attività finalizzate all’integrazione che coinvolgono anche bambini italiani. Facciamo musica, giochiamo con i colori, ecc.

Qual è l’attività che ami di più?

Raccontare fiabe, un linguaggio universale che appartiene ai bambini di tutto il mondo. Io le racconto in italiano e il mediatore le traduce per i bimbi stranieri. Utilizziamo fiabe etniche, che narrano di animali, di città e luoghi lontani. Con i bambini di cinque anni utilizzo anche il mappamondo. Prima di iniziare faccio vedere loro dove si svolge il racconto… è il mio contributo ad un processo multiculturale che considero ormai irreversibile.”

La laurea è ormai vicina: pensi di cambiare i tuoi orizzonti professionali?

Tutt’altro, anzi. Per me la conoscenza delle lingue rappresenta una motivazione in più per lavorare nel sociale multiculturale. La presenza di stranieri in Italia aumenta sempre più ed è quindi necessario pianificare con serietà e con strumenti adeguati la loro integrazione.

E della formazione dell’Istituto Cortivo che ne pensi?

È stata un’esperienza davvero positiva. Ho potuto terminare gli studi nonostante la gravidanza grazie alla grande disponibilità che ho sempre trovato nei miei confronti. Ho apprezzato anche il materiale didattico, esauriente, estremamente chiaro, ricco di utili informazioni e facile da apprendere.