INTERVISTA A FILOMENA ZUPPARDI

I sogni prima o poi si avverano. Basta crederci, così come ha fatto Filomena Zuppardi di Grosseto che, per realizzare il suo, ha saputo attendere una vita. Oggi, con i figli ormai adulti e un lavoro part-time, frequenta l’Istituto Cortivo, a cui si è iscritta di recente scegliendo il corso per operatore multiculturale.

"Il mio sogno di ragazza era partire per l’India e raggiungere Madre Teresa di Calcutta. Il mio cuore mi diceva di stare accanto agli ultimi della terra, ai bambini poveri e malati. Un desiderio fortemente osteggiato dai miei genitori, che volevano per me una vita tranquilla, nei ranghi. Non mi opposi, non era facile a quei tempi per una giovane donna imporre le proprie scelte… Così mi sposai ed ebbi due figli. Ho dedicato alla famiglia e al lavoro tutta la mia vita. È stato faticoso, penso ad esempio al periodo in cui dovevo conciliare lavoro e attività domestiche, il tutto facendo quotidianamente su e giù tra Grosseto e Lucca, dove lavoravo come impiegata presso il Ministero dei Trasporti".

Con sempre il tuo sogno nel cassetto…

"Una vocazione a fare del bene che non mi è mai venuta meno. Appena i figli sono cresciuti un po’ ho iniziato con il volontariato: da anni, oltre ad essere attiva nell’ambito della Croce Rossa, sono catechista presso la mia parrocchia, dove partecipo anche al progetto ‘Fratello Povero’. Si tratta di un servizio di raccolta di vestiario e cibo che distribuiamo ai più bisognosi, soprattutto immigrati provenienti dall’Africa e dall’Est Europa anche se, ultimamente, aiutiamo anche molti italiani impoveriti dalla crisi".

Quando e perché hai scelto di iscriverti all’Istituto Cortivo?

"Negli ultimi tempi, con il part-time che mi occupava solo due giornate della settimana, mi sono trovata con tanto tempo libero e un tono dell’umore in costante calo… sentivo che stavo sprecando la mia vita… È stata mia figlia ad incoraggiarmi, a dirmi che era il momento giusto per dedicarmi a me stessa, magari riprendendo gli studi e specializzandomi nell’ambito del sociale. È stato così che, su internet, ci siamo imbattute nell’Istituto Cortivo. Era il mese di luglio e ho subito telefonato. Dopo un incontro con l’informatore didattico, ho deciso di iscrivermi al Corso per Operatore Multiculturale e non è detto che più avanti mi iscriva anche a quello per disabili. È un settore che mi interessa, soprattutto per ciò che riguarda i bambini con handicap".

Come stanno procedendo gli studi?

"Direi piuttosto bene, ho già superato tre esami e sono soddisfatta. La prima volta ero emozionantissima, ma la docente mi ha tranquillizzata e incoraggiata e l’esito è stato più che positivo. Devo dire che ho trovato degli ottimi insegnanti".

Hai anche partecipato al Seminario di crescita personale e professionale condotto dal dott. Attilio Piazza. Cosa ci racconti di quell’esperienza?

"Mi ha molto colpito l’accoglienza, calda e familiare, non me l’aspettavo. È stata l’occasione giusta per conoscere da vicino l’Istituto Cortivo, una vera e propria comunità basata su valori umani importanti, guidata da persone estremamente gentili e disponibili. Sono stata contenta anche del seminario, utilissimo dal punto di vista professionale, ma anche ricco di contenuti spirituali. È stato un susseguirsi di piacevoli sorprese… L’incontro con gli altri allievi, le lezioni del dott. Piazza, il calore umano, le serate trascorse in allegria…".

E il tuo sogno di ragazza?

"Ora che sto acquisendo le competenze giuste per operare nel sociale, lo sento più vicino. Più avanti penso di contattare qualche associazione no profit che lavora nei paesi più poveri. Potrei iniziare con brevi soggiorni di due settimane presso qualche missione e finalmente offrire il mio aiuto e la mia solidarietà ai nostri fratelli più sfortunati, ai bambini in particolare. Lo so, la mia presenza non sarà che una minuscola goccia nel mare, ma, come afferma il dott. Piazza, anche un sorriso contribuisce nel suo piccolo a dare sollievo e creare benessere".