INTERVISTA AD ANNA NIGRO

Il progetto di Anna Nigro, una volta terminato il liceo scientifico, era quello di iscriversi a Lettere. Nulla di strano, visto che ama leggere e soprattutto scrivere. Una cosa mi colpisce di lei: tra le sue letture preferite ci sono anche i romanzi di Charles Dickens, uno degli scrittori che meglio hanno saputo descrivere le problematiche sociali dell’Inghilterra vittoriana… Oggi Anna lavora come operatrice nel servizio locale di integrazione scolastica per disabili. Dopo aver conseguito gli attestati dell’Istituto Cortivo come Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e Assistente Turistico per disabili, ha infatti iniziato a partecipare attivamente al Progetto Antenna Sociale attivato dal Comune di Savignano Irpino (AV), gestito da una Cooperativa della zona.

Come fai a conciliare interessi personali e lavoro?

Il mio è un paese piccolo, poco più di un migliaio di persone. Molti da qui se ne vanno. Io invece voglio restare. Proprio per questo mi sono adattata a fare i lavori più diversi. L’amore per la cultura lo coltivo scrivendo per il giornale della Diocesi e anche seguendo nello studio un ragazzino disabile. Dimenticavo: insegno anche inglese una volta alla settimana ai bimbi di una materna gestita da religiose. Mi arrangio e, anche se economicamente il quadro non è proprio roseo, mi sento personalmente gratificata.

Ci vuoi raccontare la tua storia?

Terminati gli studi, nonostante volessi iscrivermi a Lettere, per difficoltà logistiche ho scelto la facoltà di Giurisprudenza. Aveva sede a Foggia e per me era più comodo raggiungerla. Non era però ciò che avrei voluto e così ho lasciato perdere… Poi ho trovato lavoro come contabile in un’impresa che commercializzava vernici. Ho resistito un po’ e poi, prima di alienarmi completamente, ho mollato e mi sono cercata altro: commessa in un negozio, ripetizioni, ecc. Attualmente integro le mie 8 ore come assistente ai disabili e l’ora settimanale d’inglese alla materna con un lavoro part-time di barista. Eclettica, vero?

Come hai incontrato l’Istituto Cortivo?

Tramite le sue pagine pubblicitarie. Avevo anche richiesto informazioni per pura curiosità ma poi me ne sono dimenticata. Tant’è che, quando l’Informatore Didattico mi ha contattata, sono praticamente cascata dalle nuvole. Invece, parlando con lui, ho trovato la proposta molto interessante e mi sono iscritta. Diciamo che l’Istituto Cortivo è arrivato al momento giusto: mi ero appena licenziata e volevo fare qualcosa di diverso ma non sapevo cosa. Il corso per Operatore Socio Assistenziale mi è sembrato la risposta giusta alle mie esigenze. A convincermi è stato anche il modello organizzativo: la flessibilità del corso mi ha infatti consentito di autogestire completamente gli studi. Raggiungevo il Centro Didattico di Avellino solo per dare gli esami e per me questo è stato di una comodità unica: ho potuto lavorare e studiare senza intoppi e ansie. Ho un ricordo molto positivo dei due tirocini. Tra l’altro, durante uno dei due, quello svolto in una casa famiglia, ho incontrato una persona davvero speciale, una professionista che mi ha molto incoraggiata a credere nelle mie possibilità. Siamo diventate veramente amiche.

Vuoi parlarci del tuo lavoro?

Il Progetto Antenna Sociale, più che ai minori certificati disabili, è indirizzato a ragazzini provenienti da famiglie disagiate e a basso reddito. Ad esempio, il mio undicenne ha ben nove fratelli, è poco seguito e ancor meno stimolato. Ha un leggerissimo ritardo mentale ma se, sin da piccolissimo, fosse stato adeguatamente seguito, a mio parere il problema si sarebbe di molto ridimensionato. Purtroppo ha ottenuto il sostegno scolastico solo in quarta elementare. Ho iniziato a seguirlo nel 2007 sino a fine anno. È stato promosso in prima media e il passaggio nel nuovo contesto è stato piuttosto difficile, anche perché io ho riavuto l’incarico appena a metà novembre. Uno dei limiti di questi progetti è proprio la discontinuità del servizio che, il più delle volte, invalida gran parte dei miglioramenti ottenuti sino a quel momento dall’utente. Il mio assistito ha difficoltà non solo cognitive ma anche relazionali e i professori con lui non sono molto pazienti. Tra l’altro gli è stato assegnato il sostegno scolastico solo tre volte la settimana…

Ti piacerebbe lavorare anche in altri ambiti?

Ho in mente qualcosa: vorrei mettere a punto un progetto rivolto agli anziani con il supporto del centro medico-sociale Don Orione. Mi piacerebbe attivare laboratori di recupero delle abilità cognitive e manuali, incentivare momenti culturali e di pura animazione… Ho anche pensato di contattare altri Operatori Socio Assistenziali come me e di proporre il tutto al Comune. Insomma, ci sto lavorando…

Altro?

Aprire un centro culturale in cui far confluire le forze giovani del mio paese. Un luogo in cui incontrarsi, scambiare opinioni, fare musica, leggere, attrezzato con un internet point, una videoteca. Un centro di integrazione vera, capace di guardare avanti, di progettare il futuro… Altro piccolo sogno iscrivermi all’università, cosa un po’ più difficile, sempre per il problema delle distanze. Mah, vedremo, magari prima o poi farò anche questo.