Intervista a Federico Melli

animatore anziani

“Dopo le scuole medie ho studiato pianoforte in privato con il maestro e Prof. Adelmo Prandi, a cui devo moltissimo – ricorda Federico Melli di Perledo in provincia di Lecco – e, anche se non ho mai ottenuto il diploma, avevo acquisito una capacità tale da consentirmi non solo di dare lezioni ma anche, nel 1986, di collaborare e gestire l’attività di canto presso la Fondazione Sacra Famiglia di Regoledo di Perledo. Si trattava all’inizio di poche ore che, nel tempo, sono diventate sempre di più. Nel 2009 sono stato assunto a tempo indeterminato e da quando è stata presa in gestione anche la nuova RSA Mons. Borsieri di Lecco, svolgo 19 ore alla settimana. Durante le attività suono la tastiera elettronica o il pianoforte e canto con gli utenti. Inoltre collaboro nella gestione delle attività di animazione.

Sono quasi trent’anni…

“Sì, ne avevo poco più di venti quando ho iniziato, ed oggi ne ho cinquantuno. La mia vita è stata un continuo accumulare di esperienze e impegni lavorativi, al punto che in questo periodo faccio fatica a trovare una mezz’ora libera”.

Racconta…

“Per un anno ho insegnato pianoforte in una scuola privata e ho frequentato una scuola triennale di Musicoterapia gestita dalla Cooperativa Linea dell’Arco di Lecco grazie alla quale, dopo il tirocinio, nel 2002 ho ottenuto l’attestato in Musicoterapia. Nel 2001/2002 ho iniziato a collaborare con due RSA: La Madonnina di Vendrogno gestita dalla Cooperativa La Muggiasca e la San Francesco di Bellano, gestita dalle Suore Misericordine . In queste strutture non mi sono limitato a suonare e cantare ma ho svolto anche altre attività di animazione, laboratori di pittura, lavori con la carta, giochi… E sono state proprio queste situazioni che mi hanno portato a pensare che avevo bisogno di migliorare e approfondire la mia formazione, di apprendere tecniche, di arricchire il mio bagaglio professionale…”.

E sei approdato all’Istituto Cortivo…

“In effetti per me che ero già impegnato su tre fronti lavorativi l’Istituto Cortivo era perfetto. Mi sono iscritto per tre specializzazioni, Animatore, Assistente Turistico per Disabili e OSS. Tutto bene anche se devo dire che all’inizio mi sono trovato un po’ disorientato”.

Perché?

“Per la preparazione teorica delle tre specializzazioni scelte, mi è arrivata a casa una quantità enorme di libri, e non sapevo da che parte cominciare. Poi, però, anche grazie ai consigli dei docenti della sede di Milano, sono riuscito a mettere le cose in ordine e a trovare il mio metodo di studio. Di giorno lavoravo e la sera sui libri. Così, beneficiando anche del grande supporto fornito dalle lezioni online, sempre molto chiare ed esaustive, ho macinato rapidamente gli esami sino al tirocinio”.

Dove l’hai fatto?

“In una Casa Albergo, Villa Santa Maria di Bellano (Lc) gestita dal Gruppo Le Residenze dove sono ospitati anziani autosufficienti. Una bella struttura, nuova, dove ero il primo tirocinante… Una realtà entusiasmante, che mi ha stimolato ad intraprendere il tirocinio con un altro spirito, a lasciare da parte il mio bagaglio e rimettermi in gioco. Ho affiancato l’educatrice nelle uscite e nelle gite e ho proposto nuovi giochi, ho conosciuto colleghi e utenti, ho imparato molto sui rapporti umani, l’ascolto, la reciproca comprensione… Poi ho sentito che era venuto il momento di tornare al mio vecchio amore e ho proposto un percorso di ascolto musicale. Le prime volte ascoltavano ma ben presto sono passati all’azione e mi hanno chiesto di poter cantare in gruppo: è stato fantastico, un susseguirsi di emozioni, richiami di memorie, momenti di vera serenità… Un successo che continua tuttora: mi chiamano più volte volte al mese e ogni volta è una festa!”

Se non ho perso il conto sei impegnato con quattro RSA?

“Faccio poche ore di qua e di là, girando in media tre strutture al giorno. E non c’è solo il divertimento: mi piace anche curare le relazioni, migliorare le conoscenze, riflettere oltre che sorridere. Questa settimana, ad esempio, faccio cinque feste di Carnevale nel corso delle quali si suona, si canta, si parla, si gioca… Anche se tutto è racchiuso nel raggio di pochi chilometri, non è facile!”

Fino a quando pensi di continuare così?

“Mi piace e spero proprio di farcela ancora per un pezzo, anche se mi rendo conto che dovrei trovare una maggiore stabilità. Per questo ho iniziato da poco a studiare anche per il corso OSS, che penso mi possa offrire in futuro la possibilità di trovare un’occupazione meno itinerante. Staremo a vedere, per il momento suono, canto e gioco con loro, che in realtà sono i primi a non volere che io smetta, anzi…”.