INTERVISTA AD ELEONORA LUISE

"Da sempre facevo l’animatrice nei grest estivi e, d’inverno, mi guadagnavo qualcosina come baby sitter. Avevo quindi ben chiara la mia propensione per il mondo dell’infanzia e, quando venne il momento di decidere il corso di studi superiori, scelsi le magistrali".

Eleonora Luise, residente a Vigodarzere in provincia di Padova, racconta così – in questa seconda intervista rilasciata all’Istituto Cortivo- la propria adolescenza, vissuta accumulando esperienze di lavoro con i bambini, con tanta buona volontà e tanta voglia di indipendenza.

"Ed è stata proprio la voglia di indipendenza, in primo luogo economica, a consigliarmi di rinunciare all’Università. Avrei fatto Scienze dell’Educazione, ma non mi andava di sorbirmi per altri anni tanta teoria e poca pratica: io volevo lavorare, aiutare in famiglia e mettermi subito alla prova, vedere se ce la facevo a trovare un mio percorso di crescita, concreto e immediato. Così, ancora prima di prendere il diploma, ho iniziato a mandare in giro dei curricula e, già in agosto, ho ricevuto la telefonata di un asilo nido che aveva bisogno di me per sei mesi".

Una buona esperienza, tanto per cominciare…

"Sì, conclusa la quale mi sono resa conto che forse avevo bisogno di un ulteriore titolo per continuare il mio percorso in questo settore. È stato in quel momento che mi sono iscritta all’Istituto Cortivo, perfetto per me che desideravo poter contemporaneamente lavorare e studiare. In effetti, poco dopo ho trovato un altro lavoro in un asilo proprio davanti a casa mia dove sono rimasta per tre anni durante i quali sono riuscita a conseguire anche l’attestato di OSA per l’Infanzia".

Come sono andati gli studi?

"Bene, ho trovato docenti davvero competenti e sempre disponibili. Alcune materie le avevo già affrontate alle superiori, ma altre, più pratiche e professionalizzanti, mi hanno consentito di imparare tante cose nuove, di accumulare un notevole bagaglio di conoscenze utili".

Adesso dove lavori?

"Sei mesi fa ho deciso di lasciare il nido precedente e di impegnarmi in una nuova realtà più grande, che mi consente di avere un contratto più solido e di crescere come maestra d’asilo. Qui, infatti, lavoro a tempo pieno e sto apprendendo molto su come sia possibile gestire al meglio una struttura per l’infanzia, con un progetto educativo valido e costanti rapporti con le famiglie".

Alla base di tutto c’è il gioco?

"Certo, abbiamo piccoli da uno a tre anni ed il gioco è sempre protagonista: si fanno tantissime attività, con le palle, la farina, i semi, gli scatoloni, ecc. Nella bella stagione si va in giardino ed è ancora più bello. Poi c’è la psicomotricità, incontri di bimbi e genitori con la psicomotricista. In collaborazione con il Comune, proponiamo spesso degli incontri tematici come, ad esempio, quello delle letture animate. Tutte cose che avevo visto al Corso di Impresa Sociale e che oggi vedo riproposte dal vivo…".

Sei venuta a Villa Ottoboni?

"Circa due anni fa. Ho fatto il corso perché sin da allora coltivavo l’idea di aprire qualcosa di mio. Non è facile, servono risorse economiche di cui adesso non dispongo, ma non si sa mai nella vita… Comunque, l’incontro all’Istituto Cortivo è stato splendido, molto interessante, ricco di indicazioni e suggerimenti per evitare errori e centrare gli obiettivi. Bellissima è stata la visita all’asilo, un eccellente esempio di perfezione realizzata. E poi ho conosciuto tante persone, con alcune sono ancora in contatto, nuove amicizie con le quali condividere un sogno".

Pensi che rimarrà un sogno?

"Mah, qui dove abito gli asili scarseggiano ed io vorrei mettere in piedi qualcosa di organizzato, non un parcheggio per bimbi, ma una struttura autorizzata, con le carte in regola, pensato per assicurare ai piccoli il benessere e le migliori opportunità per una crescita equilibrata e armoniosa. Vedremo, se son rose fioriranno, comunque so di poter contare sempre sull’Istituto Cortivo, per me un vero e proprio punto di riferimento che, sono sicura, sarà sempre pronto a darmi una mano".