INTERVISTA AD ELENA DAL SANTO

Il mio avvicinamento al mondo del sociale risale a quando frequentavo le superiori. In quegli anni, infatti, mi sono dedicata a varie attività di volontariato: ho fornito supporto scolastico ai bambini ospiti di un Centro Caritas, ho aiutato a servire i pasti agli anziani in una casa di riposo e ho lavorato presso l’Associazione Marcellino Vais di Padova che opera in favore di giovani disabili gravi.

A raccontare di sé è Elena Dal Santo, psicologa e psicoterapeuta di Thiene, in provincia di Vicenza, iscritta dal dicembre 2008 al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia dell’Istituto Cortivo.

Poi mi sono iscritta al corso di laurea in Psicologia presso l’università di Padova. Conclusi gli studi, mi sono sposata e poi, sempre a Padova, ho portato felicemente a termine il corso di specializzazione in psicoterapia cognitiva e comportamentale durante il quale ho svolto anche due interessanti tirocini sulla tossicodipendenza e sul trattamento dei disturbi alimentari. Quindi, dopo la nascita del primo figlio, ho iniziato a lavorare con uno studio privato nello svolgimento di corsi pre-parto nonché a tenere corsi per insegnanti sulla dislessia e sui disturbi dell’apprendimento.

Un curriculum di tutto rispetto…

Al quale devo aggiungere ancora la successiva apertura di un mio studio di psicoterapeuta, nel quale organizzavo anche incontri e varie attività. È stata una grossa esperienza, che però a un certo punto ho chiuso per passare all’insegnamento in una scuola professionale nella quale operavo anche come psicologa nello sviluppo di vari progetti.

Come sei entrata in contatto con l’Istituto Cortivo?

Quando sono rimasta incinta del secondo figlio e, di conseguenza, ho perso il lavoro. Dopo la seconda maternità mi è entrata in testa un’idea fissa: volevo lavorare con i bambini, ma non come dipendente, volevo aprire un nido tutto mio, fatto come volevo io, gestito secondo i miei principi educativi. E per fare questo avevo bisogno di una specializzazione relativa all’infanzia. Per questo mi sono iscritta all’Istituto Cortivo.

Come mai hai scelto proprio l’Istituto Cortivo?

In prima battuta l’ho scelto per una questione di comodità, per come sono organizzati i corsi, secondo criteri di tipo universitario, senza obblighi di frequenza. Con l’andare del tempo mi sono resa conto che avevo scelto anche la qualità, ad iniziare da quella volta che, raccontando della mia iscrizione all’Istituto Cortivo a una collega insegnante, ho potuto notare che approvava moltissimo la mia scelta perché aveva già avuto modo di conoscere positivamente l’Istituto Cortivo. La prima conferma diretta mi è giunta poi con i primi esami. Se prima potevo pensare che gli esami di un corso a pagamento fossero delle semplici formalità mi sono dovuta ben presto ricredere: anche se ben accolta in un’atmosfera tranquilla, ho dovuto sostenere impegnativi colloqui con insegnanti che davvero volevano capire se avevo ben studiato le materie in programma. Ne sono stata felice, sono abituata a guadagnarmi le cose e mi piace quando sento la serietà intorno a me. La seconda conferma è stato il Corso di Impresa Sociale che ho frequentato lo scorso marzo presso Villa Ottoboni, la sede padovana dell’Istituto Cortivo.

Ci sei andata per chiarirti le idee sul tuo nido?

Sì, e ho trovato tante informazioni, spunti di riflessione e dettagli pratici. Mi sono sentita rafforzata nel mio intento, ho capito di avere le competenze per partire con il piede giusto ma anche di poter condividere con l’Istituto Cortivo il progetto educativo: mi piace la filosofia di fondo, i valori positivi, il rispetto dei piccoli ai quali bisogna garantire affetto e qualità.

A quando l’apertura?

Mah, intanto sto portando avanti gli esami con decisione. Il locale giusto l’ho già trovato e sto pensando in anticipo a ogni dettaglio, ho tutto in mente: in questi giorni sto decidendo le tinte da dare alle pareti… Credo proprio che, se tutto va bene, tra un annetto si parte!