INTERVISTA AD ANNUNZIATA DI MARTINO

Giovanissima, ma già dotata di una considerevole esperienza in campo educativo, Annunziata Di Martino ha solo 26 anni, un diploma come grafica pubblicitaria e un attestato dell’Istituto Cortivo come Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia.

Come mai hai scelto questo ambito professionale?

Perché a una giovane grafica Palermo non offre molti sbocchi lavorativi e poi perché i bambini mi piacciono. Subito dopo il diploma, infatti, ho lavorato in due ludoteche. Mi è piaciuto e ho deciso di prendere la specializzazione.

Sei rimasta soddisfatta della preparazione che ti ha offerto l’Istituto Cortivo?

Devo dire che il corso di formazione dell’Istituto Cortivo è stato davvero eccellente e gli insegnanti molto disponibili. Qui a Palermo è poco conosciuto, andrebbe pubblicizzato di più e non solo per trovare nuovi corsisti ma anche per far conoscere alle istituzioni e alle imprese che lavorano nel sociale l’ottimo livello professionale dei suoi diplomati OSA. Questo, forse, ci aiuterebbe a trovare più facilmente occupazione…

Ma tu stai già lavorando…

In effetti sono stata assunta nello stesso asilo nido dove ho svolto il tirocinio prima ancora che il tirocinio terminasse.

Merito della tua preparazione?

Sì, ma anche della mia precedente esperienza come operatrice in una ludoteca. Il lavoro mi piace ma non sono molto soddisfatta delle condizioni… Insomma, vorrei un lavoro più sicuro, meglio pagato e, soprattutto, più garanzie dal punto di vista contributivo… Penso che giovani come me, onesti, con una gran voglia di lavorare, che hanno svolto il servizio civile, si dedicano al volontariato, meritino molto, ma molto di più…

Hai perfettamente ragione. D’altra parte i tuoi 26 anni ti consentono di volare alto, di fare dei progetti e di crederci…

E infatti io e la mia amica Anna ci stiamo dando da fare. Abbiamo presentato un progetto al Comune per aprire un centro ricreativo nei quartieri più disagiati della città. L’obiettivo è offrire uno spazio ludico ed educativo a bambini altrimenti costretti a crescere sulla strada. Se il progetto non andasse in porto per la solita mancanza di fondi, ci piacerebbe puntare sull’impresa sociale: potremmo iniziare con una piccola ludoteca e poi, perché no, aprire anche un asilo nido privato…

Sappiamo che stai frequentando un corso LIS per apprendere il linguaggio dei segni utilizzato dai non udenti.

È stata una bimba dell’asilo nido a farmi prendere questa decisione. Sono stata io ad accorgermi che la bambina non reagiva ai rumori e al suono delle voci. I genitori sono udenti ma i nonni paterni, invece, sono sordomuti. Ora la bimba ha l’apparecchio acustico e sente ma con lei bisogna utilizzare alcune attenzioni come, ad esempio, parlarle sempre di fronte in modo che possa seguire il labiale. Devo dire che il corso LIS mi è stato molto utile per acquisire nuove competenze sull’handicap uditivo.