INTERVISTA AD ANNA MARIA SALERNO

Anna Maria Salerno ha quarant’anni e una bella famiglia, con due figli adolescenti che le vogliono bene e con i quali ha un buon dialogo. È una donna piena di vitalità ed energia, di quelle che fanno onore alla sua terra, la Sicilia. Vive a Leonforte, una cittadina in provincia di Enna e, da anni, si occupa di volontariato.

Ho sempre sentito dentro di me la necessità di essere utile agli altri, di proporre, di fare…“.

Ti dedichi al volontariato, da molti anni: quando hai iniziato?

Come volontaria ho cominciato con l’Avuss, un’associazione che si occupa di assistenza sanitaria in ospedale. Sentivo l’esigenza di mettermi alla prova, di confrontarmi con la sofferenza. Ho sempre creduto al valore della solidarietà ma una cosa è crederci, un’altra praticarla. Comunque è stata una bellissima esperienza e soprattutto una conferma che quella era la strada che volevo seguire“.

E poi, cos’è successo?

Ho frequentato con molto entusiasmo l’Istituto Cortivo e ho imparato un sacco di cose. Avevo capito che per fare del volontariato efficace non bastava la buona volontà, ci voleva una formazione seria, in grado di dare strumenti validi per operare nel sociale. L’Istituto Cortivo mi ha dato tutto questo e gliene sarò sempre profondamente grata. Non solo: mi ha dato anche la possibilità di frequentare i master sull’impresa sociale, che mi sono stati utilissimi…

Cioè?

Mi hanno insegnato ad avere una mente organizzativa. Deve sapere che da molti anni esiste nel nostro territorio l’Associazione Il Giardino dei Gelsi, fondata da genitori di disabili psichici e fisici. Esisteva sulla carta ma non era mai stata realmente attiva. Poi ho conosciuto la presidentessa Giovanna Sberna. Abbiamo parlato, ci siamo capite e… rimboccate le maniche. Abbiamo preso contatti con gli enti locali, ci siamo fatte dare degli spazi dal Comune e abbiamo aperto un Centro di Igiene Mentale. Non avevano momenti di socialità, per loro non esisteva nulla. Così abbiamo organizzato laboratori di teatro, di pittura, di musica, e ed è stato un grande successo. Queste persone hanno finalmente potuto socializzare, esprimersi, valorizzare sé stesse. Abbiamo organizzato molti spettacoli di teatro che poi abbiamo portato sulle piazze, alle feste paesane, soprattutto commedie in lingua siciliana. Recitare è un’ottima terapia per chi soffre di disagio psichico. Ma non ci siamo fermate a questo: Giovanna e io, assieme anche alla preziosa collaborazione di Roberta Gianaula, abbiamo avviato altri importanti progetti. Anzitutto abbiamo aperto il Centro anche ai ragazzi. L’obiettivo era toglierli dalla strada di un quartiere ad alto rischio di emarginazione. Ci siamo avvalse della grande esperienza sul campo di diversi volontari. Da noi i ragazzi hanno la possibilità di dedicarsi a molti laboratori. Uno dei preferiti è il Cineforum: scegliamo pellicole dai forti contenuti etici e, dopo la visione, incoraggiamo la riflessione e il dibattito. Insomma svolgiamo un ruolo educativo molto importante. Altra cosa che abbiamo avviato in questi anni è l’assistenza scolastica, un intervento che stiamo cercando di estendere anche alle scuole della vicina Nissoria“.

Diciamo che all’interno dell’Associazione svolgi soprattutto un ruolo dirigenziale…

Sì. Assieme alle mie due amiche e colleghe mi occupo dei contatti con gli enti e i comuni ma anche di stendere i progetti. Ho fatto mio un suggerimento che ci è stato dato durante un master Cortivo: usare la faccia tosta, insistere, insistere, insistere. Se l’idea è buona, prima o poi trovi i finanziamenti giusti per concretizzarla.

La tua è una vita molto intensa…

Anche molto felice. Sono veramente soddisfatta di quello che faccio. Seguo anche un gruppo del Club Alcolisti in Trattamento. Ho partecipato ad un corso di formazione a Nicosia basato sul metodo Udolin. In questo momento il mio ruolo è quello di “servitrice”, ovvero di mediatrice tra il paziente e la famiglia. È una tecnica che funziona, basata sul dialogo e il confronto.

Progetti per il futuro?

Per parlare del futuro devo tornare un attimo indietro, al mio tirocinio presso l’Asilo San Giuseppe di Nissoria. Appena terminato sono stata assunta. Poi l’asilo ha chiuso per la ristrutturazione. Molte mamme mi hanno chiesto di aprire un asilo nido, ma i tempi non erano maturi. Fra poco la struttura riaprirà e, visto che sono molto contenti del mio lavoro, c’è la probabilità che mi chiamino. Così avrò anche uno stipendio, cosa da non sottovalutare quando si ha famiglia. Continuerò comunque a dedicarmi ai progetti per Il Giardino Dei Gelsi.