INTERVISTA AD ANNA LONGO

Dopo il liceo psico-pedagogico Anna Longo, oggi educatrice in un asilo nido di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, non ha avuto dubbi e ha deciso di prendere subito una specializzazione che le accontisse di accedere velocemente al mondo del lavoro.

Mi sono sempre piaciuti i bambini e anche durante la scuola ho spesso fatto l’animatrice. Così, finito il liceo, ho scelto di iscrivermi all’Istituto Cortivo e di diventare Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia. Grazie a questa scelta ho potuto approfondire le conoscenze teoriche e soprattutto vivere l’esperienza fondamentale del tirocinio. Ho avuto la fortuna di poterlo svolgere in un asilo nido dove ho potuto capire che sono proprio i bambini da zero a tre anni la fascia di età per la quale mi sento maggiormente portata.

Finito il tirocinio, cosa è successo?

Mi è capitata una cosa meravigliosa. Il giorno dopo sono stata assunta. In questi giorni festeggio i miei primi due mesi al Piccolo Nido di Montecchio, una struttura privata in cui mi trovo molto bene. Sino a tre settimane fa ho seguito alcuni bimbi un po’ problematici: una bimba con tendenze aggressive e un piccolino che faceva fatica a socializzare. Anche ora, che ho una classe tutta mia, continuo a osservarli con soddisfazione perché vedo che, piano piano, hanno imparato a superare le difficoltà.

Hai detto che hai una classe tua…

Ne sono la titolare a tutti gli effetti. I bambini sono 9 e hanno un’età che si aggira attorno ai 18 mesi. Stare con loro è fantastico, una ricarica affettiva continua, fatta di coccole, sorrisi, bacini e carezze. Al mattino mi accolgono festosamente e mi sono molto affezionati. Certo, ci sono anche le giornate no, fatte di lacrime, mal di pancia e piccoli drammi, ma poi mi basta guardarli per farmi passare all’istante la fatica. La giornata è piena: inizia con la colazione e il cambio dei pannolini per poi continuare con varie attività: pittura con le mani, musica con tamburi, pianolina e maracas, letture adatte alla loro età con supporto di immagini. Sapesse quanti, nonostante non abbiano ancora due anni, sono già in grado di riconoscere le figure, di fare il verso degli animali… Certo non tutti, alcuni sono più precoci dal punto di vista dello sviluppo cognitivo. Comunque le attività hanno come obiettivo soprattutto la stimolazione sensoriale: udito, tatto, vista… Facciamo anche manipolazione, ad esempio con la farina gialla.

Dopo pranzo tutti a nanna?

Sì, prima li cambio e poi li faccio riposare. Molti si addormentano da soli, altri hanno bisogno di essere cullati fra le braccia. Dormono di solito un paio d’ore, anche quelli che a casa fanno più fatica e vogliono stare in braccio ai genitori. Quando si alzano merenda e poi gioco libero fino al momento di tornare a casa.

C’è sintonia con gli altri operatori?

C’è un clima di profonda intesa. Anche quando seguivo i due bimbi con problemi, ho sempre potuto fare affidamento sulla supervisione della psicologa e sulla collaborazione delle colleghe. Ci riuniamo periodicamente per fare il punto della situazione e per adattare i vari interventi alle esigenze dei bambini.

Sei soddisfatta? Hai altri progetti per il futuro?

Per il momento no. Sono solo due mesi che lavoro qui e prima di fare progetti voglio crescere professionalmente e farmi una solida esperienza. Certo il sogno di un’educatrice è gestire una propria struttura e anch’io un domani vorrei aprire un asilo nido tutto mio. Non ho nessun altro desiderio: i bimbi sino ai tre anni sono e saranno sempre tutto il mio mondo.