INTERVISTA AD ALESSIA ALDERIGHI

Ero all’ultimo anno del liceo pedagogico. Percepivo però che, una volta raggiunto il diploma, sarebbe stato difficile il confronto con il mondo del lavoro. Probabilmente perché stavo acquisendo tutta una serie di nozioni teoriche ma nulla di concreto, che mi facesse fare vera esperienza. Fu questo il motivo per cui, mentre ancora frequentavo la scuola, decisi di iscrivermi al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia dell’Istituto Cortivo, del quale avevo visto una pubblicità su una rivista.

E fu così che sette anni fa la neodiplomata Alessia Alderighi, residente a Lamporecchio in provincia di Pistoia, intraprese un percorso che l’avrebbe portata a trovare il lavoro nel sociale che era sempre il suo desiderio più forte.

In effetti già da anni davo ripetizioni ai ragazzi in difficoltà e avevo un notevole interesse per le tematiche relative all’infanzia. Il corso dell’Istituto Cortivo ha confermato questa mia propensione, mi ha dato forza e formazione, soprattutto tramite il tirocinio, che ho svolto in un Centro Socio Educativo e un Centro per l’Infanzia a Serravalle Pistoiese. E qui viene il bello: oggi, dopo sette anni, sono tuttora al lavoro qui, assunta a tempo determinato dalla Cooperativa Gli Altri di Pistoia che oggi gestisce queste strutture in convenzione con il Comune, e mi trovo benissimo.

Dal tirocinio all’impiego?

Sì, direttamente. In quel periodo c’erano dei problemi di personale e, dopo i tre mesi di tirocinio, mi hanno semplicemente chiesto di rimanere. Se attraverso l’Istituto Cortivo cercavo uno sbocco pratico devo dire che sono stata accontentata alla grande.

Raccontaci un po’ cosa fai…

Svolgo due attività diverse nell’arco della giornata. Il mattino seguo un bambino autistico di quattro anni che frequenta la scuola materna. È un’attività impegnativa ma, grazie ai buoni rapporti che ho instaurato con le insegnanti e con la famiglia, tutto diventa più leggero e soddisfacente. Il pomeriggio, invece, seguo il Centro Socio Educativo per ragazzi con disagio sociale, con problemi scolastici ed economici, dai sei ai quattordici anni. Facciamo soprattutto attività di recupero scolastico ma anche laboratori, con l’aiuto di volontari esterni, di manualità, teatro, fumetto, ecc. Siamo in cinque operatori per un massimo di venticinque ragazzi, di cui molti provenienti da altre culture, in prevalenza dal Marocco e dall’Albania.

Speranze e programmi per il futuro?

Fra le speranze c’è il tempo indeterminato. La convenzione è stata comunque rinnovata sino al 2010 e sembra che ci siano delle buone possibilità di raggiungere questo obiettivo così importante per tutti noi che da tempo lavoriamo qui tutti i giorni. Fra i programmi ce n’è invece uno sicuro e a breve scadenza. A giorni sarò a Padova per frequentare il Seminario sulla Multiculturalità organizzato a Villa Ottoboni dall’Istituto Cortivo. Come dicevo la nostra struttura accoglie anche figli di immigrati e penso che un incontro di approfondimento sul tema possa essere un’occasione perfetta per acquisire qualche strumento in più per aiutare questi piccoli in difficoltà.