INTERVISTA AD ALESSANDRA DE VITO

Alessandra De Vito, napoletana, ha deciso di iscriversi al corso di formazione dell’Istituto Cortivo per Operatore Socio Assistenziale per infanzia poco prima di laurearsi in Scienze dell’Educazione.

Può sembrare strano ma, chi mi conosce, sa quanto io ami i bambini. Avevo visto la pubblicità dei corsi organizzati dall’Istituto Cortivo: la proposta era molto interessante e così mi sono iscritta. È stata una buona scelta e, alla luce della mia esperienza, universitaria, posso affermare che la qualità dell’offerta formativa dell’Istituto Cortivo è veramente di buon livello, anche perché completa di tirocinio. Il mio l’ho svolto all’interno di una scuola materna ed è stato un periodo davvero gratificante, durante il quale ho potuto vivere con i bambini e verificare le mie capacità.”

Oggi però lavori in tutt’altro campo…

In effetti è così: lavoro in collaborazione con l’Università Orientale di Napoli che, su progetto mio e di altri due colleghi, ha deciso di garantire agli studenti disabili alcuni fondamentali servizi di assistenza. È un’esperienza, questa, iniziata nel 2005 all’epoca del mio servizio civile. L’iniziativa è partita in sordina ma poi, quando ci siamo accorti che la cosa funzionava, abbiamo deciso di presentare un progetto all’Università che l’ha accettato.

In cosa consiste il tuo lavoro?

Offro un supporto costante a studenti con varie disabilità fisiche e psichiatriche. Sbrigo per loro le pratiche di segreteria, offro informazioni sui vari corsi universitari, li aiuto nell’orientamento e a programmare il piano di studi. Ultimamente stiamo cercando di ampliare il servizio anche al periodo post-laurea. Abbiamo preso contatti con i sindacati per favorire l’inserimento dei neo-laureati disabili nel mondo del lavoro in base alle disposizioni relative alle categorie protette.

È un lavoro faticoso?

Più che altro molto impegnativo. È un lavoro che a volte mi coinvolge psicologicamente. Certo è molto gratificante sul piano umano. Spesso nascono vere e proprie amicizie.

Ci sono molti disabili nell’Università in cui presti assistenza? “Beh, sono una sessantina e una buona metà si affida ai nostri servizi. Per l’Università il nostro servizio rappresenta uno dei suoi fiori all’occhiello, un’esperienza destinata a crescere, accolta molto positivamente da tutta la popolazione universitaria.

E il tuo sogno di lavorare con i bambini?

Non l’ho accantonato. Per ora sono molto soddisfatta di ciò che sto facendo. In questo momento voglio contribuire a sviluppare ulteriormente il servizio di tutoraggio agli universitari disabili. È un campo aperto e sono tante le cose che si potrebbero ancora fare in questo ambito. Certo, lavorare con i bambini è tutta un’altra cosa. Dovrei guardarmi in giro e vedere che possibilità ci sono. Non è detto, un giorno potrei decidere di farlo…