Intervista ad Alessandra Basso

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“Ho vent’anni – racconta Alessandra Basso di Limbiate in provincia di Milano – e lo scorso settembre, subito dopo aver acquisito l’Attestato di OSA per l’Infanzia con l’Istituto Cortivo, ho iniziato a lavorare nell’area nido della Fondazione Regina Margherita, sempre di Limbiate, la stessa dove ho praticato il tirocinio. Sono orgogliosa del traguardo raggiunto, soprattutto alla luce delle mie precedenti esperienze scolastiche”.

Cioè?

“Ho lasciato il liceo artistico al secondo anno. Un’esperienza scoraggiante. Ho sbagliato indirizzo… Non sapevo più cosa fare fino a quando non ho iniziato a fare l’animatrice. Ho lavorato d’estate con i bambini, come responsabile di miniclub nei villaggi turistici. Sono stati i bambini a indicarmi la strada più giusta per il mio futuro…”.

Come hai conosciuto l’Istituto Cortivo?

“Mia madre ne aveva sentito parlare bene da un’amica. Ci siamo informate e abbiamo visto che era un percorso più che fattibile. Ho seguito con interesse tutte le lezioni, tra l’altro tenute da docenti veramente preparati. Insomma, mi sono fatta il mio bel bagaglio di competenze teoriche e poi ho svolto il tirocinio nella sezione materna della Fondazione. Un’esperienza fantastica…”.

Che si è conclusa con l’assunzione.

“Una settimana dopo la fine del tirocinio, la direzione mi ha proposto di lavorare al nido. Una gratificazione grandissima, anche perché la responsabile è una persona seria, molto esigente, che non fa nulla alla leggera, anzi, pondera ogni decisione molto attentamente”.

Raccontaci del tuo lavoro. Ti piace?

“Sì, sono felice. Attualmente al nido ci sono sessanta bambini suddivisi nelle tre aree: coccinelle, farfalle e gabbiani. Io mi occupo di questi ultimi, i più grandicelli. Il mattino svolgiamo un sacco di attività didattiche, tutte finalizzate a favorire uno sviluppo sereno ed equilibrato. Il pomeriggio, invece, è dedicato al gioco libero”.

Una dote di te che hai scoperto grazie al lavoro con i bambini?

“La pazienza, ne ho tantissima… E poi la curiosità. Mi piace osservarli, vedere i loro cambiamenti… Li ho lasciati prima di Natale e, al rientro, li ho visti già cresciuti, cambiati. Alcuni, che avevo lasciato nella fase della parola-frase, avevano iniziato a parlare… Sono diventati dei veri chiacchieroni!”.

Hai progetti per il futuro?

“Per ora mi limito a crescere di esperienza nel mio ruolo. Sono giovane e di cose da imparare e affinare ce ne sono ancora molte. Più in là non mi dispiacerebbe aprire un micronido con mia madre, che peraltro possiede il titolo per gestire una struttura come questa. Sarebbe bellissimo”.