INTERVISTA AD ALESSANDRA ACHIL

Alla base di tutto – esordisce Alessandra Achil, udinese di 24 anni, titolare del nido famiglia Hakuna Matata aperto nella sua casa – c’è la mia passione per i bambini. Poi, ma in fondo sono solo conseguenze di questa innata caratteristica del mio carattere, sono intervenuti due fatti a convincermi a partire con un mio nido. Il primo è stato la nascita del mio primo bimbo, che adesso ha due anni, il secondo la partecipazione nel maggio del 2004, quando ero ancora in dolce attesa, al Seminario Impresa Sociale organizzato dall’Istituto Cortivo. In realtà la decisione di partecipare al Seminario l’avevo presa proprio perché stava per succedermi la cosa più bella del mondo e volevo trovare il modo per abbinare questo felice evento con una possibilità di lavoro che mi consentisse di tenere sempre vicino il piccolo che stava per nascere…

E ci sei riuscita?

Non è stato facile trovare la formula adatta, ma alla fine ce l’ho fatta. Dopo il Seminario, infatti, durante il quale avevo ricevuto informazioni e suggerimenti, ho provato a bussare a tutte le porte possibili a cominciare dal Comune e vari Enti di assistenza. Purtroppo le risposte erano sempre dilatorie se non del tutto negative. Così ho deciso di percorrere una strada diversa: sono andata dalla mia commercialista e le ho chiesto di trovarmi una soluzione. È stata bravissima, ha scovato una legge secondo la quale una persona piò costituirsi come ditta individuale di ‘Servizi Socio Assistenziali Educativi e Sperimentali Prima Infanzia’, in perfetta regola dal punto di vista legale e fiscale.

Non avevo mai sentito di questa possibilità…

Credo di essere l’unica realtà del genere a Udine e sinceramente non so quante ce ne siano in Italia. Ma so di certo che si può fare, basta avere un luogo adatto e osservare tutte le procedure necessarie. Prima dell’apertura ho sottoposto il progetto anche all’ASL. Sono venuti a vedere la struttura e hanno detto che un cas come questo non l’avevano mai affrontato, ma che non esisteva nessun impedimento dal punto di vista delle leggi o dei regolamenti per cui potevo aprire senza problemi.

Così è nato Hakuna Matata…

Sì, in africano vuol dire ‘senza pensieri’, ed è un nido davvero speciale. Non sono io a dirlo ma i genitori dei sei bambini che oggi lo frequentano. Sono sei più il mio, naturalmente, perché se fossero un numero superiore si entrerebbe nella categoria asilo nido che richiede una gestione diversa. Le mamme sono felicissime del fatto che siano in pochi. Il successo dell’iniziativa è stato subito così grande che già adesso posso dire di avere la disponibilità di un posto solo dall’ottobre del 2008. Del resto qui l’atmosfera è davvero diversa: siamo al pianterreno di una casa in una zona appartata della città, abbiamo una cucina interna e un bagno e la stanza dei piccoli, con l’Angolo della Nonna, l’Angolo delle Attività Motorie, l’Angolo della Pappa e delle Attività Strutturate, l’Angolo della Lettura e l’Angolo del Cambio. È concepita per lasciare ai bambini la più ampia libertà di movimenti. Nella bella stagione lo spazio esterno è ampio e sicuro, lontano dal traffico e chiuso agli estranei, il massimo per lasciar sofgare tutta la vitalità dei piccini. Qui la giornata scorre come in famiglia, i piccoli mi chiamano zia Ale e, anche se ci sono precisi orari e regole, tutti si svolge nella massima tranquillità. Inoltre, da parte mia, c’è la disponibilità a venire incontro alle esigenze di dieta dei bimbi e alle richieste di flessibilità di orario dei genitori. Senza esagerare, ma cerco di fare sempre quel che posso. È una situazione familiare, piacevole, coivolgente per i piccini e per i grandi, facciamo delle belle festicciole ogni tanto… dovrebbe sentire i pianti quando è ora di andare via!

Sei stata davvero bravissima.

Mi sento realizzata. Lavoro, sto vicina a mio figlio, faccio qualcosa che mi piace in una realtà tutta mia. Sono davvero soddisfatta di ciò che ho realizzato e, se posso dare un consiglio a chi leggerà questa intervista: provateci, è meno difficile di quanto possa sembrare.