Intervista a Valentina Ronzoni

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“Da quando ho avuto l’età della ragione ho sempre coltivato due grandi passioni, quella per l’arte e quella per i bambini – spiega Valentina Ronzoni di Montelanico in provincia di Roma – e ho cercato di percorrere una strada che mi consentisse di viverle entrambe”.

Ci sei riuscita?

“Sì, ce l’ho fatta, e ne sono felice”.

Raccontaci la tua storia dall’inizio…

“Da sempre sto volentieri con i bambini, fin dal liceo davo loro ripetizioni, facevo la baby sitter, mi piaceva aiutarli, già avvertivo un buon feeling con loro. Dopo la scuola superiore mi sono iscritta all’Accademia delle Belle Arti, corso di Scenografia, e lì potevo verificare in positivo la mia predisposizione all’arte. Successivamente alla laurea mi sono impegnata in due attività: nelle ludoteche impartivo corsi d’arte e sviluppavo attività artistiche, mentre in ambito cinematografico/teatrale lavoravo come scenografa e decoratrice. Erano due ambiti di lavoro difficilmente conciliabili e, a un certo punto, ho dovuto decidere: ho scelto di stare con i bambini”.

Dove ti sei inserita?

“Da sei anni lavoro come tecnico di ludoteca in un nido e circa tre anni fa mi sono iscritta all’Istituto Cortivo non solo per ottenere un attestato professionale Assistente all’infanzia ma soprattutto per acquisire una formazione idonea per migliorare il mio lavoro”.

In che cosa consiste il lavoro che fai?

“Ogni giorno svolgo le mansioni ordinarie come un’educatrice di asilo nido, implementando però le attività con contenuti artistici adatti ai bimbi. Inoltre, nei pomeriggi dei martedì, gestisco un corso per bimbi dai 3 anni, che ho denominato ‘CUCINA LE FAVOLE’”.

Cucina le Favole?

“Al primo impatto potrebbe sembrare un nome strano, ma la scelta è chiarita una volta spiegato il procedimento. Funziona in questo modo: il primo martedì si legge una fiaba ai bimbi e direttamente si creano, con vari materiali, cose che ricordano la trama oppure i personaggi della storia. Il martedì successivo, mantenendo in riferimento la favola letta nel precedente incontro, avviene uno sviluppo gastronomico. Per la precisione si cucina una semplice ricetta che ricorda il tema del racconto. Ad esempio, se il tema è Biancaneve con la famosa mela allora prepariamo insieme una golosa torta di mele non velenose divertendoci un sacco…”.

Un po’ artista, un po’ cuoca: come vedi il tuo futuro?

“Cucinare mi piace ma vorrei continuare ad avvicinare i bambini all’arte, perché vedo che tale attività consente di ottenere buoni risultati educativi. L’arte è un input eccezionale, crea feeling, dialoghi, scambi di idee e divertimento; la trovo da sempre molto stimolante e straordinariamente efficace anche per i piccoli più introversi. Per questo motivo il mio sogno è aprire un centro per bimbi da 2 a 6 anni dove svolgere attività ricreative basate sulle diverse tecniche artistiche… Sto anche pianificando un progetto per la realizzazione di libri illustrati per bambini: vedremo, sono determinata a realizzare i miei progetti”.