Intervista a Valentina Abbà

1.frondoso.Dainese

“Ho un progetto ambizioso: creare una ‘non scuola’ dove il sapere è trasmesso utilizzando metodologie insolite come il teatro, il movimento, la giocoleria, la danza…”.

Sogna in grande Valentina Abbà di Borgoricco in provincia di Padova, attrice e conduttrice di laboratori di teatro per bambini e ragazzi, laureata in Teatro al Dams di Bologna e Assistente all’infanzia con attestato dell’Istituto Cortivo. Un percorso interessante il tuo, ricchissimo di esperienze. Quando è iniziata la tua passione per il palcoscenico?

“Ero piccola. Ricordo che alle elementari la maestra ci faceva assistere a spettacoli per ragazzi ed io, insieme ad alcuni compagni, durante la ricreazione li riproponevo. È nato in quel contesto l’amore per la recitazione, continuato poi in parrocchia con le recite di Natale. Ogni occasione era buona per interpretare qualche personaggio. La svolta è avvenuta nel 2003, quando avevo poco più di vent’anni, alla scuola del Teatrocontinuo di Padova. Nel 2007 mi sono iscritta al Dams e, una volta terminati gli studi, ho frequentato un corso di mimo. Dal 2008 al 2010 ho lavorato con una compagnia teatrale di Firenze a cui ho fatto seguire un’altra esperienza come attrice a Trento sino al 2012. Da tre anni lavoro con la compagnia teatrale padovana Talèa Teatro. Inoltre allestisco spettacoli per bambini e adulti e conduco laboratori teatrali nelle scuole e non solo. Tra le tante cose che faccio mi occupo anche della comunicazione del nostro sito www.taleateatro.org e della nostra pagina facebook”.

Cosa ti ha spinto a iscriverti al Cortivo?

“Il desiderio di conoscere in modo più approfondito e competente il mondo dell’infanzia, avere maggiori conoscenze teoriche che mancavano nel mio bagaglio professionale. Un momento importante dell’intero percorso è stato il tirocinio che ho svolto in una scuola materna a Villanova di Camposampiero, la stessa che ho frequentato da piccola. È stata una splendida esperienza: ho imparato molto e ho avuto anche la soddisfazione di portare all’interno della struttura tre letture animate, un aspetto del mio lavoro che mi piace tantissimo e che è stata apprezzata anche da maestre e bambini”.

Recentemente hai frequentato il seminario del Cortivo “Imprenditore sarai tu”: ci puoi raccontare qualcosa?

“È stato utilissimo: ho potuto acquisire informazioni complesse fornite con efficace chiarezza espositiva. I conduttori erano davvero capaci: ogni nostro progetto è stato attentamente vagliato e discusso e questo ci ha permesso di approfondirne i vari aspetti. E poi c’è stata l’interazione con il gruppo, con confronti molto arricchenti”.

Il tuo progetto?

“Come ho già detto, avviare una ‘scuola-non scuola”, a partire dal nido. Può sembrare un’utopia ma ci credo. Credo fortemente che il teatro e altre attività espressive possano stimolare quella giusta curiosità che spinge i ragazzi alla conoscenza autentica e alla costruzione di una cultura viva e condivisa. Penso che oggi lo studio scolastico consista in un apprendimento di nozioni destinate a istruire più che educare… Il sogno è quello di costruire una scuola partecipativa, dove bambini, ragazzi, adulti e anziani veramente motivati possano imparare e crescere insieme”.

Torniamo al teatro: attualmente in che spettacoli sei impegnata?

“Con Talèa stiamo portando in giro per il Veneto, in teatro e nelle scuole, ‘Frondoso l’albero che cammina’, uno spettacolo vivace e pieno di ritmo. Inoltre il 22 gennaio a San Giorgio delle Pertiche andrà in scena ‘La linea’, pièce ambientata nella prima guerra mondiale. Il mio è il personaggio tragico di un’infermiera slava che vive l’intimo conflitto tra responsabilità dovute al suo ruolo di spia in territorio nemico e l’amore per un soldato italiano…”.