INTERVISTA A TIZIANA BONAFEDE

“Ho quarantaquattro anni – racconta Tiziana Bonafede di Roma – e una vita da contabile che spero al più presto di lasciarmi alle spalle per risponedere a quella che sento la mia vera vocazione. Nel 1985, infatti, mi sono diplomata in ragioneria, nel 1986 ho trovato un primo impiego come segretaria in uno studio medico e, nel 1990, sono stata assunta nella banca dove tuttora lavoro, spero per poco tempo ancora…”.

Quando hai deciso di cambiare strada?

“E’ stata una scelta lenta ma progressiva. Tutto è cominciato quando, dopo un breve corso di animatrice, mi sono resa disponibile per seguire in parrocchia bambini dai 6 ai 12 anni. Si facevano attività, giochi, di domenica si organizzavano gite istruttive, e pian piano ho cominciato a entusiasmarmi per questo contatto ravvicinato con i ragazzini: avevo un buon rapporto con loro, e mi piaceva aiutarli a crescere bene. Poi, nel 1998, ho conosciuto quello che, nel 1999, sarebbe diventato mio marito. Nel 2000 ho avuto il mio primo figlio e questa è stata un’altra tappa del mio avvicinamento al mondo dell’infanzia, soprattutto dalla parte delle mamme che come me si trovavano ad arrabattarsi con una situazione in cui gli asili, pubblici e privati, erano pochissimi e con educatrici spesso improvvisate. Volevo capirci di più, fare qualcosa in merito, ma intanto gli anni passavano e, nel 2004, è nato il mio secondo figlio. Ero sempre più travolta dagli impegni, costretta a lasciare i bambini senza di me tutto il giorno e vederli solo dalle 18 in poi. In più il lavoro in banca mi piaceva sempre meno: dovevo trovare una via d’uscita”.

L’hai trovata?

“Sì, mi sono messa a cercare su internet e ho trovato l’Istituto Cortivo. Ho chiesto informazioni e, quasi contemporaneamente, sono successi due fatti: una mamma che conoscevo mi ha rassicurato sull’Istituto Cortivo dicendo che una sua amica l’aveva frequentato e aveva aperto una struttura a Ostia, e poi c’è stato il divorzio fra due miei cognati con grandi sofferenze per i bambini. A questo punto la molla era definitivamente scattata. Quando, nel marzo del 2009, l’informatore è venuto a casa mia e mi ha consigliato di iscrivermi al corso di Operatrice Socio Assistenziale per l’Infanzia, non ho avuto esitazioni”.

E come è andata?

“Sta andando benissimo. Era dal 1985 che non aprivo un libro e il primo esame è stato davvero durissimo, ma con l’aiuto degli insegnanti (ho avuto ben venti consulenze individuali) l’ho superato. Poi è stato tutto in discesa, al punto che adesso mi mancano solo quattro esami e il tirocinio”.

Hai già deciso dove svolgerlo?

“Ho contatti con un paio di asili nido, ma mi piacerebbe trovare una ludoteca, perché sarebbe in linea con il progetto per il quale sono venuta a frequentare il Corso di Impresa Sociale a Padova”.

Hai un progetto?

“Sì, vorrei lasciare il mio lavoro, anche se ben remunerato, e aprire appunto una ludoteca per ragazzini dai 6 ai 12 anni, che poi è l’età che adesso hanno i miei figli. Per questo sono partita da Roma e ho passato tre magnifiche giornate a Villa Ottoboni. Volevo avere informazioni e conoscere persone e ho ottenuto entrambe le cose. Ma in più ho conosciuto da vicino l’Istituto Cortivo, la competenza degli insegnanti e la disponibilità di tutti nei confronti degli allievi. Il corso è stato utilissimo. Appena sono tornata a Roma ero talmente carica che sono immediatamente andata a vedere dei locali adatti per il mio progetto: vorrei aprire una ludoteca che possa essere anche qualcosa di più, corsi di cucina, inglese e informatica, ma anche attività nei vicini centri sportivi, aperta il pomeriggio per i ragazzi e il mattino come sportello per i genitori, magari con la consulenza di una psicologa”.

Ti sento davvero decisa…

“Certo, più passa il tempo e più mi convinco ad abbandonare la banca e a seguire il mio percorso. Tutto grazie all’Istituto Cortivo, che mi ha anche regalato quelle indimenticabili ore a contatto con altre ragazze meravigliose, tutte con una grande idea in testa, tutte decise a portarla a termine. Oggi più che mai posso affermare che l’Istituto Cortivo è una realtà estremamente positiva: non è un ufficio di collocamento, ma è un luogo in cui si possono trovare gli strumenti necessari per percorrere la propria strada, mettendoci naturalmente studio, passione, impegno e voglia di crescere assieme agli altri. Ho la ferma intenzione di seguire tutti i seminari che saranno organizzati a Padova. L’Istituto Cortivo mi ha tirato fuori da un momento buio e mi ha mostrato che fuori c’è tanto: d’ora in poi non voglio perdermi niente”.