INTERVISTA A TAMARA FERRARO

Tamara Ferraro, Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia ormai pronta a presentare la sua relazione finale davanti alla commissione dell’Istituto Cortivo presso il Centro Didattico di Milano, voleva fin da ragazzina lavorare con i bambini e oggi, a 26 anni, finalmente c’è riuscita.Oggi Tamara lavora presso l’Asilo Nido Club degli Alveari di Monza e lo fa con entusiasmo. Una scelta, la sua, senza esitazioni, nonostante un diploma come perito aziendale e un precedente lavoro a tempo indeterminato e ben pagato nel settore amministrativo di un’azienda.

Certo, guadagnavo bene perché comunque ho un carattere che mi porta a dare il meglio di me stessa in qualsiasi cosa io faccia. Però, l’idea di dedicare tutta la vita a un lavoro che in fondo non avevo scelto, un po’ mi avviliva…

Così hai deciso di iscriverti all’Istituto Cortivo.

Sì, me ne aveva parlato un’amica. A farmi decidere è stata la formula estremamente flessibile del piano di studi. Ho pensato che potevo lavorare e studiare al tempo stesso. In effetti è stata più dura di quanto avessi immaginato: tornare a casa stanca dopo otto ore di ufficio e mettermi sui libri… Ci sono stati dei momenti in cui avrei lasciato perdere tutto. Per fortuna che, avendo già pagato il corso, rinunciare sarebbe stato veramente stupido…

Hai comunque realizzato il sogno di lavorare con i bambini prima ancora di concludere il ciclo di formazione. Come è andata?

Dopo aver superato gli esami più importanti ho deciso di inviare in giro il mio curriculum. Sono stata chiamata per un colloquio dalla direttrice dell’Asilo, abbiamo parlato e lei mi ha subito proposto il lavoro.

Devi essere stata molto convincente…

Credo che a colpirla sia stata la mia determinazione: una ragazza che lascia un lavoro sicuro e ben pagato per amore dei bambini non è cosa di tutti i giorni! Comunque, ha ritenuto senza dubbio valida anche la mia preparazione teorica.

E così sei stata assunta.

Con un contratto a progetto e con il ruolo di educatrice a tutti gli effetti. Lavoro in media sei ore al giorno ma, quando è necessario, anche di più. Seguiamo circa venti bambini dai 10 mesi in su, bellissimi…

Raccontaci del tuo lavoro.

Mi diverto più di loro! Con le mie colleghe mi dedico a varie attività: la giornata inizia in allegria con la baby dance e poi facciamo travasi, pittura con le mani e con i pennelli, ascoltiamo la musica. Con le belle giornate stiamo molto in giardino, giochiamo con il didò e lasciamo andare la fantasia…

Cosa pensi a fine giornata?

Che sono distrutta ma immensamente felice. Una delle cose più emozionanti è vedere i bambini crescere, le loro trasformazioni, le evoluzioni nel linguaggio, nella socialità… Meraviglioso. Poi, oggi, mi sento molto più sicura delle mie capacità. Agli inizi ero apprensiva, oggi invece sono più tranquilla e disinvolta. Ho trovato la strada giusta per me.

Ti piacerebbe un domani aprire un asilo tutto tuo?

Assolutamente no. Dirigere un asilo significa innanzitutto occuparsi di gestione e amministrazione. Di nuovo pratiche, numeri, ore dietro a una scrivania… Mai più! Io voglio stare con i bambini. Finalmente lo sto facendo e non voglio cambiare!