Intervista a Susanna Michaela Olson, allieva del corso Assistente all’Infanzia

Assistente all'infanzia

“Nel luglio del 2001 – esordisce Susanna Michaela Olson della provincia di Vicenza – sono uscita dal liceo con un diploma psicopedagogico delle scienze sociali destinato a entrare nella storia della scuola italiana. Era infatti l’ultima volta che questo titolo abilitava direttamente ad operare nelle scuole materne senza bisogno di continuare gli studi all’università. Ed effettivamente la cosa per me ha funzionato alla grande: già a settembre dello stesso anno avevo trovato occupazione presso una scuola materna del vicentino”.

Cosa facevi?

“Per i primi due anni ho fatto l’insegnante di sostegno a un bambino autistico. Poi per cinque anni ho lavorato nella sezione nido e per altri cinque alla materna. Sono stati dodici anni di lavoro con i piccoli nel corso dei quali molte cose sono cambiate: non solo il numero dei bambini è aumentato a dismisura, addirittura trenta per classe, ma anche i bambini stessi, probabilmente a causa del bombardamento di stimoli da TV, tablet, smartphone e compagnia bella, sono diventati sempre più attivi ai limiti dell’iperattività e sempre più faticosi da gestire, impegnativi e spesso aggressivi. Fatto sta che a un certo punto per una come me, che ama l’ecologia, la natura e la pace, la misura era colma e mi sono licenziata”.

Una scelta forte, soprattutto di questi tempi…

“Sì, lasciare un lavoro sicuro in piena crisi economica non è stata una decisione facile. Ma non ne potevo veramente più, sentivo che non ero messa nelle condizioni di fare bene il mio lavoro e soprattutto di fare il bene dei piccoli che mi venivano affidati. Così, seguendo anche l’esempio di mia madre che ha dedicato la sua vita alla pittura, mi sono lanciata e ho cominciato a rivolgere tutto il mio tempo e le mie energie alla grande passione che da sempre coltivavo per la musica e il teatro. Ho dato vita al mio “Piccolo Teatro” con il quale ho proposto vari progetti musico-culturali non solo alle scuole ma anche alle case di riposo. Inoltre mi sono avvicinata all’Associazione ‘Per Dintorni’ e ho registrato un disco nel quale oltre a cantare suono la chitarra e vari strumenti africani, indiani e australiani come il didjeridoo. Si intitola Diadema ed è un lavoro molto naturale, ideale per rilassarsi ma anche ricco di contenuti su temi come il rispetto dell’ambiente e la pacifica convivenza”.

Riesci a mantenerti con queste attività?

“Per circa un anno ce l’ho fatta a fatica, poi però mi è capitata un’occasione che non potevo lasciarmi sfuggire: a Ponso, in provincia di Padova, cercavano un’insegnante per la scuola materna: classi di venti bambini e assunzione immediata. Così, da gennaio del 2014, lavoro lì e mi trovo bene. Comunque ho preso anche altre iniziative fra le quali la più importante è stata l’iscrizione all’Istituto Cortivo per diventare Assistente all’infanzia“.

Hai una filosofia educativa molto precisa…

“Il mio sogno sarebbe aprire una scuola per l’infanzia con pochi bimbi, sempre a contatto con la natura e con programmi ritmati da sequenze molto tranquille che consentano loro di crescere con la coscienza di non essere nati per diventare appendici di uno schermo ma protagonisti di un universo pieno di vita e di tante meraviglie”.