INTERVISTA A STELA PROFOR

Laureata in filologia, iscritta dallo scorso febbraio al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia dell’Istituto Cortivo, Stela Profor, classe 1982, ha lasciato la Moldavia quattro anni fa per venire a lavorare a Verona. Al suo paese ha lasciato un figlio che oggi ha sette anni mentre il marito l’ha raggiunta in Italia nel 2006.”.

Sono stata io a volere che venisse. Ed è stato un bene. Una separazione troppo lunga avrebbe causato la disgregazione della famiglia. Da alcuni mesi abbiamo anche una casa tutta nostra e, appena avrò un lavoro un po’ più sicuro, farò venire anche il mio bambino. Per ora è meglio che stia con i nonni, nell’ambiente in cui è nato.

È stata dura i primi tempi?

Durissima. Non parlavo l’italiano e, spesso, quando mi svegliavo al mattino, mi mettevo a piangere pensando alla fatica che avrei fatto durante la giornata per comunicare con gli altri.

Hai trovato subito lavoro?

Sì. Ho iniziato a fare assistenza a una signora anziana. Sono stata accolta molto bene dalla sua famiglia. È anche grazie alla loro disponibilità se sono riuscita a imparare la lingua. Attualmente lavoro con un bambino a cui praticamente faccio da governante. Mi sento più a mio agio adesso perché, in Moldavia, avevo già lavorato con i bambini in un asilo che ospitava bimbi da pochi mesi sino a sei anni. Quindi un po’ di esperienza ce l’avevo, senza contare che sono anche mamma… Amo i bambini e non ho difficoltà a entrare in relazione con loro.

Come mai hai deciso di iscriverti all’Istituto Cortivo?

Perché voglio migliorare, trovare nuove opportunità. Credo poi che frequentare un corso di formazione in Italia aumenti le occasioni di trovare un lavoro più stabile. Inoltre mi offre la possibilità di conoscere meglio la vostra lingua, la vostra cultura, e di fare nuove amicizie. Mi sono iscritta ai corsi per infanzia, multiculturalità e amministratore di sostegno. Sinora ho sostenuto quattro esami…

Niente male, considerando le difficoltà linguistiche che hai dovuto superare…

Merito dell’Istituto Cortivo. I professori sono molto disponibili, sempre pronti a rispondere alle mie tantissime domande. Hanno molta pazienza con me e questo mi incoraggia a tenere duro e arrivare sino in fondo.

Una realtà, quella dell’Istituto Cortivo, che hai potuto conoscere meglio anche durante il seminario sull’animazione nel sociale. Cosa ci puoi dire di quella esperienza?

È stato fantastico. Sono rimasta veramente sorpresa dell’accoglienza che abbiamo avuto. Tutti erano gentilissimi. Ho potuto imparare tante cose e molte le ho già proposte al bambino che seguo. La sua mamma ci ha sorpresi a costruire buffi animali con bottiglie riciclate, carta e colori. È stato divertente. Comunque la cosa più bella che mi è rimasta di quelle giornate è l’amicizia di tante ragazze come me, ragazze in gran parte italiane. È stata come una vacanza, uno stacco felice dalla vita di tutti i giorni. Per me è stato importante perché non ho molte occasioni di svago.

Hai partecipato a qualche altro laboratorio oltre a quello sui giocattoli?

Sì, ho scelto di partecipare anche a quello che approfondiva le problematiche della relazione tra animatore e bambino. Abbiamo simulato varie situazioni e abbiamo potuto verificare gli stati d’animo di un ragazzino di fronte a tante situazioni diverse. Insomma, ho imparato un po’ di psicologia ed è stato veramente utile per il mio lavoro.

Il tuo più grande desiderio?

Trovare un buon lavoro nel campo dell’infanzia. Questo mi consentirebbe non solo di realizzarmi come persona ma anche di riunire finalmente la mia famiglia.