INTERVISTA A STEFANIA GAIAS

Nata in Sardegna ma trasferitasi a Vicenza per amore, a soli 33 anni Stefania Gaias è già mamma di tre bambini. Quella per i bambini è per lei una passione vera, che non si esaurisce nel ruolo materno ma che invece, rafforzata dall’esperienza della maternità, è oggi pronta a esprimersi anche professionalmente.

È proprio per questo che mi sono iscritta al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia dell’Istituto Cortivo, per potermi dedicare ai più piccoli con professionalità e maggiore consapevolezza. Oggi stare con i bambini richiede competenze concrete e io non voglio commettere errori.

Cosa ti ha portato a scegliere proprio l’Istituto Cortivo?

La necessità di garantirmi una buona formazione. Ne avevo già sentito parlare in Sardegna, dove ho lavorato a lungo soprattutto nell’ambito dei campi estivi. Poi mi sono trasferita in Veneto e, quando ancora ero incinta della mia prima bambina, ho deciso di iscrivermi seguendo il consiglio di amici che mi avevano caldamente consigliato l’Istituto Cortivo. Poi la famiglia e le altre due gravidanze mi hanno distolto un po’ dallo studio. Ora ho ripreso e mi mancano solo due esami. Ho anche le idee più chiare su cosa mi piacerebbe fare una volta terminato il corso.

Hai trovato nell’Istituto Cortivo quello che cercavi?

Anche di più. Ne apprezzo moltissimo la competenza, la serietà, la disponibilità e la trasparenza. Studiare in questo ambiente è davvero stimolante.

Ti stai già preparando per il tirocinio?

So già dove svolgerlo: una parte in una scuola materna dove sono presenti alcuni bambini iperattivi e l’altra metà nel reparto pediatrico dell’ospedale di Vicenza. Ho già un’esperienza di volontariato con bambini ospedalizzati in Sardegna. Credo che ci sia molto da fare e da dare ai piccoli pazienti che vivono le problematiche, a volte davvero pesanti, di una malattia. Grazie a Dio i miei bambini sono sani, eppure non tutti i genitori hanno questo privilegio…

Sappiamo che hai frequentato l’ultimo Corso di Impresa Sociale. Hai dei progetti?

Qualcosa di più di un semplice progetto. Sono appena tornata da una visita con il geometra ad alcuni locali che potrebbero ospitare il nido dei miei sogni. Dico la verità: il corso mi aveva davvero caricata, mi sentivo piena di entusiasmo… Poi la realtà è un po’ più complicata.

Temi di non farcela?

Assolutamente no. Devo semplicemente fare i conti con le normali difficoltà di chi ha scelto di fare impresa.

Che tipo di struttura hai in mente?

Il mio sarà un nido aperto il mattino per bambini da zero a tre anni, senza servizio mensa. L’idea è di arricchirlo con alcuni servizi innovativi, che facciano la differenza con realtà simili già presenti sul territorio. Ho pensato ad esempio a un Centro d’Ascolto gestito da uno psicologo, alla psicomotricità e ad altre novità al servizio dei bimbi e delle loro famiglie.

Qualcosa da aggiungere?

Sì. Ho già dato la mia adesione per il prossimo seminario. Mi piace l’atmosfera che si crea in queste occasioni. Dell’ultimo Corso di Impresa Sociale mi ha positivamente colpito l’atteggiamento del direttore e di sua moglie: sembravano due di noi, condividevano l’interesse per gli argomenti ed erano di una modestia e di una gentilezza davvero rare al giorno d’oggi.