INTERVISTA A SONIA SALVIA

Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Pedagogico ero alle prese con un bel dilemma. Il mio sogno era di lavorare nel sociale, di dare aiuto a chi dalla vita aveva avuto meno di me… Ma non sapevo da che parte prendere il bandolo della matassa. Dopo circa un mese, però, ho trovato su una rivista il coupon dell’Istituto Cortivo per richiedere informazioni sui corsi di formazione per Operatore Socio Assistenziale. Detto e fatto, ho inviato il coupon e, a fine giugno, è venuto a casa mia l’Informatore Didattico dell’Istituto Cortivo che, presente la mia famiglia, ci ha spiegato come funzionava il tutto. Mi sono iscritta subito, dopo un po’ mi è arrivato a casa il materiale didattico e, da ottobre 2004, ho iniziato il corso al ritmo di un esame al mese.

Sonia Salvia ha conseguito l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia esattamente due anni dopo, il 4 novembre del 2006, ed è attualmente iscritta ai corsi OSA per anziani e per disabili. È contenta della sua scelta?

Più che contenta direi entusiasta. Il perché è presto detto: dovete sapere che, già durante il corso, avevo iniziato a lavorare come volontaria in una Casa Famiglia di Potenza, la mia città. Gigetta, si chiama, e mi piaceva molto impegnarmi lì con i ragazzini disagiati. Quando è venuto il momento del tirocinio, naturalmente ho chiesto ai responsabili se potevo svolgerlo in quella sede ottenendo una risposta positiva. Così, per alcuni mesi, tutti i pomeriggi cominciai ad abituare me stessa e gli altri a vedermi come una parte dell’équipe. Quando è venuto il momento della tesi finale per l’attestato fu lo stesso responsabile a dirmi se, una volta fatto l’esame, ero disponibile a continuare la mia attività con loro.

E così è stato…

Sì, tutto liscio e perfetto. Per questo dico che se dovessi tornare indietro rifarei l’Istituto Cortivo al 100%. Oggi ho un lavoro che mi piace moltissimo. Facciamo i turni, di mattina, di pomeriggio e di notte. Quello della mattina prevede la preparazione del pranzo e l’andare a prendere i ragazzi a scuola. Quello del pomeriggio comprende il pranzo, lo studio e la gestione dell’uscita dei ragazzi dalle 18.30 alle 20.30. L’ultimo la cena e la preparazione per andare a letto verso le 22.30. La Casa Famiglia Gigetta può accogliere giovani dai 7 ai 18 anni allontanati dalle loro famiglie con provvedimenti del Tribunale dei Minori. Attualmente sono ospitati tre maschi e una femmina. Rimangono nella Casa piuttosto a lungo, minimo otto mesi, e alle volte anche alla scadenza dei 18 anni ci può essere una proroga fino ai 21 in attesa che il ragazzo raggiunga le condizioni di autonomia necessarie per affrontare la vita con una certa sicurezza.

Sappiamo che sei venuta a Padova per frequentare il Corso Impresa Sociale. Hai qualche progetto concreto?

Ho molto apprezzato il Corso Impresa Sociale, organizzato dall’Istituto Cortivo per noi allievi: è stato utilissimo per chiarirsi le idee soprattutto sulle questioni economiche e organizzative. Ho intenzione di aprire una struttura a marchio Baby Planet e in questo caso l’Istituto Cortivo fornisce una serie di supporti, compreso il progetto educativo. Siamo in tre, abbiamo intenzione di fondare una piccola società cooperativa per la gestione di una realtà che pensavamo di organizzare in termini bivalenti: nido la mattina e ludoteca il pomeriggio. Abbiamo già individuato la struttura, e la cosa si fa sempre più concreta.

Lascerai la Casa Famiglia?

No, assolutamente, non ho nessuna intenzione di lasciare la Gigetta. Mi giostrerò tra i due impegni, quando sarà il momento troverò senz’altro il modo migliore per dare il massimo in tutte e due le situazioni.