Intervista a Solidea Guzzo

2015_05_19_interv_cort

“Quando ho concluso gli studi al liceo di scienze sociali – ricorda Solidea Guzzo di San Giovanni a Piro in provincia di Salerno – sono stata per un po’ indecisa sulla possibilità di entrare all’università. La mia indecisione dipendeva dal fatto che io sono una persona attiva e concreta e vedere davanti a me ancora tanti anni con i libri in mano non era proprio una prospettiva che mi allettasse più di tanto… Così, quando mi è capitata per caso fra le mani la proposta dell’Istituto Cortivo, ho visto subito che era una strada più affine alla mia indole, più professionalizzante, una buona formazione e poi buone opportunità di sbocchi lavorativi: l’idea mi è piaciuta e ho colto la palla al balzo. Mi sono iscritta ai corsi di assistente all’infanzia e per quello di assistente agli anziani e mi sono messa sotto di buon grado, aiutata anche dall’ottima organizzazione della sede di Salerno, dove mi sono trovata davvero benissimo”.

Hai finito presto gli esami?

“Sì, ero fresca di studi e li ho superati senza grandi difficoltà, anzi, con un entusiasmo che continuava a crescere di mese in mese. Poi è venuto il momento dei tirocini e della ricerca territoriale, che mi è stata preziosa per scoprire che intorno a dove vivo operano varie realtà, associazioni e cooperative impegnate in diversi settori del sociale. Il tirocinio per l’infanzia l’ho fatto in una scuola materna, una splendida esperienza con bimbi dai 3 ai 5 anni che mi ha permesso di toccare con mano il lavoro quotidiano e di confermare la mia predisposizione per questo genere di attività. Il tirocinio con gli anziani è stata un’altra cosa, molto più dura, in una casa di riposo con casi difficili e utenti con gravi patologie, ma le soddisfazioni non mi sono mancate neanche in questa situazione: ho rafforzato il mio carattere e soprattutto ho capito che queste persone hanno veramente un profondo bisogno di aiuto e poterglielo dare è fonte di gioia e gratificazione. Con loro, però, ho svolto solo metà delle ore previste, le altre le ho fatte prestando servizio civile nel mio Comune nell’ambito del progetto ‘Integriamoci’ che prevedeva vari servizi per gli anziani e giornate di animazione per la terza età e non solo. Ed è stata proprio questa l’occasione che mi ha permesso di entrare nel circuito degli operatori chiamati a partecipare ai nuovi progetti che mano a mano il Comune lanciava a favore di bambini e anziani”.

Era quasi un’occupazione fissa…

“Erano sempre contratti a tempo determinato, ma avevano in effetti una certa continuità. Il salto nel contratto a tempo indeterminato l’ho fatto dopo un po’ con la Cooperativa Arcobaleno, per la quale prima ho lavorato con gli anziani e poi nel servizio doposcuola per bambini delle elementari. Sempre in quel periodo, d’estate, lavoravo anche per un’altra cooperativa che forniva aiuto ai bambini nello svolgimento dei compiti per le vacanze. Ma la vera svolta si è verificata quest’anno”.

Cos’è successo?

“La Cooperativa Arcobaleno ha aperto proprio nel mio paese una ludoteca per piccoli dai 18 mesi ai tre anni e mi ha chiesto di lavorare lì. Figurarsi, felicissima, e adesso sto con i nostri venti bimbetti a divertirci insieme, a giocare, a condividere le merende, a fare laboratori di pittura e musica… Fantastico, mi piace un mondo, i bambini stanno benissimo e i genitori sono soddisfatti, meglio di così non si può”.

Ti sento così felice che non so neanche se chiederti quali altri progetti hai per il futuro…

“Non potrei chiedere di più, sono anche diventata mamma sei mesi fa di un bel maschietto, ma non riesco a star ferma e mi sto dando da fare per creare assieme a un paio di amiche di cui una è psicologa un’associazione non profit con la quale vorremmo realizzare progetti come ad esempio il doposcuola estivo per i bambini, le feste per gli anziani e chissà che altro, ci stiamo pensando ma siamo decise a fare tutto il possibile per mettere in piedi qualcosa di buono, di partecipativo, che possa essere utile e divertente per tutti”.