Intervista a Simonetta Corrias: assistente per l’infanzia con attestato Cortivo

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Eclettico il percorso professionale di Simonetta Corrias che, cagliaritana di nascita, oggi vive a Roma. Con attestato OSA per l’infanzia conseguito con l’Istituto Cortivo, attualmente lavora per conto di una cooperativa che si occupa di bimbi disabili iscritti alla scuola materna, primaria e secondaria.
“Oggi è la mia attività principale. Mi piace e mi gratifica e soprattutto in qualche modo mi ripaga di alcuni progetti svaniti nel tempo…”.

Puoi spiegarti meglio?

“Il mio background è piuttosto versatile: da ragazza ho frequentato il liceo artistico, mi sono diplomata al Conservatorio e poi mi sono iscritta a Lettere Moderne qui a Roma, specializzandomi nell’indirizzo socio-antropologico…”.

Musicista, letterata e antropologa?

“Proprio così: mi sono laureata con una tesi su musiche rituali sherpa tramandate solo oralmente. Il mio compito è stato quello di trascriverle su pentagramma, difficilissimo perché erano basate soprattutto su strumenti a percussione… Un impegno durato un anno che mi valse il massimo dei voti e la pubblicazione in Russia, dove fu apprezzata da affermati studiosi”.

E poi?

“Subito dopo un’importante casa editrice mi chiamò per uno stage. Speravo di occuparmi di editoria e invece mi proposero di lavorare nel settore contabile… Accettai perché tutto poteva rappresentare un’occasione ma trascorsi un anno assieme ai numeri, io che odio la matematica… Nel frattempo avevo iniziato a scrivere articoli per un giornale online e tenevo la rassegna stampa in una radio privata dove ho imparato anche a fare la fonica, a girare e montare i pezzi. Facevo servizi per i GR, con esterne in diretta. Un bel lavoro, che mi è servito per poter entrare nell’Ordine dei Giornalisti”.

Insomma, eri ben decisa a costruirti una carriera nel mondo dell’informazione e comunicazione…

“Sì, mi interessava il mondo dei media. Dopo l’iscrizione all’Albo dei giornalisti ho trovato occupazione in un’azienda del ramo agro-alimentare. Visto il mio curriculum, mi avevano affidato il settore della promozione e non mi sembrava vero: ero stata assunta con un contratto a tempo indeterminato! Peccato che fosse tutto un bluff. L’azienda non pagava i dipendenti e, alla fine, dopo una vertenza finita in tribunale, sono riuscita a recuperare solo parte della liquidazione…”.

E ti sei trovata senza lavoro.

“Fu in quel periodo che mi iscrissi, dopo aver partecipato a una severa selezione, a un master di una rete televisiva. Avrei acquisito le competenze per poter diventare autrice di programmi televisivi, un campo molto interessante. In seguito collaborai con l’ufficio stampa di una TV satellitare, per la quale svolsi lavori rilevanti, tra cui interviste in diretta per il festival di Sanremo. Peccato che fossimo tutti pagati pochissimo. Mi chiamò anche la rete televisiva, ma solo per partecipare come pubblico parlante a una nota trasmissione TV. Nel frattempo avevo aperto un sito di informazione dove pubblicavo articoli come freelance ma con scarsi riscontri economici”.

Quando hai deciso di cambiare percorso?

“Quando, visti i risultati, ho pensato che con il giornalismo e la TV avevo chiuso. In quegli anni per vivere avevo lavorato molto con i bambini: campi estivi, animazione, ripetizioni private e un lavoro costante con una Cooperativa che si occupava di disabilità… Perché non farne una vera e propria professione? Prima però ci voleva una formazione adeguata”.

E ti sei iscritta all’Istituto Cortivo.

“Agli inizi mi chiedevo se sarei riuscita a studiare e lavorare contemporaneamente e invece ce l’ho fatta. Mi sono data un metodo di studio e ho dato in tempo tutti gli esami. Sono felice di aver conseguito il mio obiettivo, anche se avrei voluto ottenere un voto finale più alto. Mi è piaciuta molto l’esperienza del tirocinio, l’ho svolto presso una Casa Famiglia dove ho veramente potuto mettere in pratica ciò che avevo studiato”.

Ora dove lavori?

“A scuola con due bimbi disabili. Quest’anno sono contenta perché al mio fianco ci sono insegnanti e operatori in gamba. Non sempre nella scuola è così: talvolta devi convivere con persone poco motivate, che non amano il lavoro che fanno e non rispettano l’utente come si vorrebbe. A scapito anche del lavoro d’équipe, del confronto, della pianificazione, e della supervisione…”.

Vorresti lavorare altrove?

“Sì, ad esempio in una casa famiglia con adolescenti problematici, penso che con loro potrei esprimere al meglio le mie competenze. Dell’intervento nel sociale, infatti, mi interessano prevalentemente gli aspetti sociali e relazionali”.

Progetti?

“Prossimamente voglio informarmi sulle attività dell’USL di Roma Nord: so che è operativa un’équipe di psicologici e sociologi impegnata nella programmazione e supervisione di servizi per il quartiere. Mi farò viva con loro e spedirò il mio curriculum, non si sa mai…”.