INTERVISTA A SIMONA CONTI

La grande passione di Simona Conti è dipingere, cosa che continua a fare nei momenti liberi che le lascia il suo lavoro di Operatrice Socio Assistenziale per l’Infanzia nell’ambito del sostegno scolastico. In realtà Simona, che vive a Brembate di Sopra in provincia di Bergamo, è anche OSA per i Disabili ed entrambi gli attestati li ha conseguiti con l’Istituto Cortivo.

Come mai una giovane donna diplomata all’Accademia delle Belle Arti ha scelto il sociale?

"È una storia lunga. Terminata l’Accademia, mi sono dedicata totalmente alla pittura. Ho anche iniziato a frequentare le gallerie d’arte milanesi, ma è un mondo difficile in cui farsi notare e dove non è sufficiente avere talento: bisogna imparare la tecnica del ‘piazzarsi’ sul mercato. Non faceva per me e così, pur continuando a dipingere, per alcuni anni ho lavorato in un bar del centro. Mi piaceva stare a contatto con la gente, ma era un lavoro davvero faticoso e la prospettiva di farlo per tutta la vita non era per nulla entusiasmante. Così ho cominciato a chiedermi cosa volevo davvero, da che parte desideravo andare… È stato un periodo di travagliate domande esistenziali. A indirizzarmi verso il genere di lavoro che sto facendo adesso è stata un’esperienza presso un centro sociale che frequentavo quando ancora studiavo, dove alcuni ragazzi gestivano come volontari un centro diurno per disabili. Ho pensato che il sociale poteva aprirmi delle opportunità e così, navigando in internet, mi sono imbattuta nell’Istituto Cortivo. La formula era perfetta: potevo studiare e continuare a lavorare. È stata un’iscrizione alla cieca in quanto non avevo la minima idea di cosa fosse un OSA, ma a convincermi è stata la sensazione che potevo farcela e così è stato".

Ed è andata come pensavi?

"Anche meglio: l’ho capito quando ho superato il primo esame. Avevo qualche timore perché il corso richiedeva lo studio di materie che non conoscevo. Devo dire che invece mi sono talmente appassionata, soprattutto alla psicologia e alla pedagogia, da abbandonare per un periodo anche la pittura".

Una vera rivelazione…

"L’entusiasmo per la scelta fatta è cresciuto soprattutto con il tirocinio, che ho svolto presso ‘Città del Sole’, la stessa cooperativa per la quale lavoro oggi. Agli inizi è stato ‘traumatizzante’ in quanto mi sono dovuta confrontare con molti bambini. La cooperativa gestiva spazi pomeridiani riservati al supporto scolastico e a varie attività ludiche. Il secondo tirocinio l’ho portato a termine presso un centro diurno per disabili adulti. Le due esperienze mi hanno fatto capire che ero molto più portata per la disabilità".

Come mai?

"Rapportarmi con tante tipologie di bambini mi coinvolgeva troppo dal punto di vista emotivo. Questo non vuol dire che non ottenevo dei risultati, anzi. Il mio impegno è stato notato e non a caso, appena terminato il corso con l’Istituto Cortivo, sono stata chiamata dalla Città del Sole per delle sostituzioni".

E poi sei stata assunta…

"Sì, ora ho un contratto a tempo indeterminato per 30 ore settimanali. Il mattino lavoro a scuola come assistente-educatrice affiancando l’insegnante di sostegno. Il pomeriggio, invece, lavoro in uno spazio giochi e nel servizio di doposcuola per bambini".

Progetti per il futuro?

"Mi sono iscritta a una scuola triennale di Arteterapia e spero un domani di potermi esprimere professionalmente in questo settore. È un campo che mi piace molto e devo dire che gli studi fatti con l’Istituto Cortivo sono stati fondamentali perché mi hanno dato una solida base di partenza. Sono anche avvantaggiata rispetto ad alcuni compagni di corso, alcuni psicologi ed educatori digiuni però di conoscenze artistiche e altri provenienti dall’Accademia, ma senza alcuna conoscenza nelle materie psicologiche e pedagogiche. Quando terminerò la scuola, potrò integrare il ruolo di OSA con le mie nuove competenze, una prospettiva allargata che mi fa intravedere nuove opportunità professionali".