Intervista a Silvia Tomasini

assistente infanzia

“A ripensarci, devo dire che la mia vita dimostra, almeno fino ad ora, che le passioni alla fine la spuntano sempre sulle scelte razionali. Poi ci sono tanti altri fattori che contribuiscono a farci preferire un percorso piuttosto che un altro, d’accordo, ma non è certo un caso che da piccola amassi la pallavolo e i bambini e che oggi sono una pallavolista di buon livello e un’assistente in un asilo”.

Così inizia la nostra conversazione con Silvia Tomasini di Arco in provincia di Trento, alla quale chiediamo di raccontarci la sua storia per filo e per segno.

“A sei anni giocavo a pallavolo e da ragazzina mi piaceva tanto stare con i bimbi più piccoli di me. Mi sentivo la loro mamma ed era una cosa che mi dava molta soddisfazione. Lo facevo benissimo, con tanta cura e attenzione, al punto che le mamme mi davano senza ansie i loro tesori perché glieli tenessi per un po’. Poi ho continuato a giocare a pallavolo mentre invece ho tradito la vocazione per l’infanzia iscrivendomi a un istituto dal quale sono uscita con il diploma di tecnico informatico. Subito dopo fui assunta come assistente alla poltrona in uno studio dentistico: non che mi piacesse granché quel lavoro, ma cercai comunque di dargli un’impronta professionale tentando di iscrivermi alla facoltà di Igiene Dentale a Verona. Era a numero chiuso, e non riuscii a entrare. Questo fallimento mi portò a riflettere su cosa mi sarebbe davvero piaciuto fare nella vita, ed è stato in quel frangente che ho rispolverato il mio antico amore per l’infanzia”.

E ti sei iscritta all’Istituto Cortivo?

“Sì, alla sede di Trento, per la specializzazione Assistente all’infanzia. Non conoscevo le materie ma erano interessanti, studiavo tanto con il piacere di vedere che i miei sforzi venivano ripagati da bei voti agli esami. Insomma, tante soddisfazioni teoriche, seguite alla fine dalle altrettante soddisfazioni pratiche che ho ricevuto dall’esperienza di tirocinio”.

Dove l’hai svolto?

“Dopo una larga ricerca territoriale nella zona dell’Alto Garda-Ledro, ho trovato ospitalità proprio ad Arco, nella struttura più vicina a casa mia, l’asilo nido ‘Il Girotondo’. L’ambiente piacevole e stimolante, l’équipe accogliente e sempre pronta al consiglio e al confronto, l’ottima organizzazione, lo splendido rapporto con i bambini e le dimostrazioni di apprezzamento da parte dei genitori sono state per me gioie immense. In trecento ore ho avuto modo di mettere in pratica molto di quello che avevo studiato e, soprattutto, di capire che era esattamente la strada giusta per me. In queste condizioni non mi è stato difficile dimostrare il meglio di me stessa, al punto che quando ho concluso il tirocinio mi hanno chiesto di rimanere a lavorare con loro. È stata una bellissima sorpresa: il prossimo anno si aprirà anche la sezione di scuola materna da tre a sei anni, il numero di bambini aumenterà e le prospettive sono buone anche in termini di continuità lavorativa. Sono felice di poter continuare a vivere con i piccoli le emozioni di ogni giorno, i giochi, la magia dell’angolo morbido, la tranquillità della tana, le manipolazioni, i disegni, le fiabe, le canzoni… Fantastico!”

Sei talmente contenta che non so se chiederti cosa desideri di più per il tuo futuro…

“Per quanto riguarda la pallavolo, che sto continuando a praticare con la ArcoRiva che è stata promossa dalla serie C alla categoria superiore e che quest’anno ha vinto varie coppe, spero di fare il prossimo anno un buon campionato di B2. Per quanto riguarda i bimbi, invece, spero di andare avanti con ‘Il Girotondo’ coltivando comunque il sogno di aprire prima o poi una mia struttura dove poter mettere in atto tutto ciò che ho appreso studiando e lavorando”.