INTERVISTA A SILVIA SCHETTINI

"Da sempre la mia più grande aspirazione – ricorda Silvia Schettini di Trecchina in provincia di Potenza – era di lavorare con i bambini. Per questo, dopo aver finito il liceo, mi sono iscritta all’Università a Roma, al Corso di Laurea Sviluppo e Cooperazione Internazionali. Speravo di poter trovare qualche prospettiva nel mondo delle Organizzazioni Non Governative, in particolare in quelle specializzate negli interventi a favore dell’infanzia. Ancor prima di arrivare alla laurea, ho capito però che le possibilità di raggiungere questo obiettivo erano davvero scarse. Avevo bisogno di trovare qualche altra opportunità ed è stato così che, cercando in internet, ho incontrato l’Istituto Cortivo e mi sono iscritta, per specializzarmi naturalmente come OSA per l’Infanzia, ma anche per la Multiculturalità e per l’Amministratore di Sostegno".

Come ti sei trovata e a che punto sei arrivata?

"Dell’Istituto Cortivo ho apprezzato molto l’organizzazione, sia nella sede di Roma, che ho frequentato sino alla conclusione degli studi universitari, sia in quella di Salerno, dove continuo ad andare ancora adesso dopo essere tornata a casa. A che punto sono? Sto finendo di scrivere la tesi finale per l’infanzia mentre per la Multiculturalità e per l’Amministratore di Sostegno sto concludendo gli esami della parte monografica".

Quindi per l’infanzia hai già fatto il tirocinio…

"Sì, l’ho svolto con l’Associazione ‘A Mani Tese’ di Trecchina. È stato impegnativo, ma anche molto interessante: per quattro mesi, da giugno a settembre, ho partecipato a un progetto che prevedeva una serie di attività ludiche, ricreative e didattiche, aperte a bambini con disagio e non. La cosa bella era che trattavamo tutti allo stesso modo e questo atteggiamento non penalizzava assolutamente i bambini disagiati, anzi, li faceva partecipare con più entusiasmo e volontà".

C’erano dei casi più difficili di altri?

"Personalmente ho seguito in modo particolare due bimbi in difficoltà. È stato un banco di prova veramente impegnativo, che però mi è molto servito per affinare gli strumenti professionali che avevo appreso in teoria sui libri. Fantastica è stata la preparazione dello spettacolo che abbiamo dato alla fine del progetto: tutti coinvolti e decisi a dare il meglio di se stessi. Il risultato è stato eccellente e commovente specie quando uno dei bambini in difficoltà è riuscito a vincere il timore e a recitare una poesia…".

Che prospettive hai per il futuro?

"Ho spedito tanti curricula e sono in attesa di risposte. Mi piacerebbe anche aprire qualcosa di mio: qui in paese, ad esempio, non c’è una ludoteca. Ecco, vorrei mettere in piedi una struttura di questo genere. Non un parcheggio per l’infanzia, ma qualcosa di diverso, di vitale, con laboratori e attività teatrali, capace di dare educazione e formazione, di fornire ai bambini gli elementi necessari per vivere una vita migliore".