INTERVISTA A SILVIA PELASSA

Neo mamma di un bimbo di pochi mesi, Silvia Pelassa di Ferrere d’Asti si sta godendo il meritato periodo di maternità. Quando la raggiungiamo al telefono, è in viaggio con il marito e il piccolino che, dice, sta fortunatamente dormendo. Le chiediamo del suo percorso formativo e del suo lavoro presso la Comunità Educativa Residenziale La Bussola.

"Ho sempre desiderato lavorare nel sociale e proprio per questo ho scelto di diplomarmi come Dirigente di Comunità. Il sogno era di lavorare con i bambini".

Ad un certo punto ti sei iscritta all’Istituto Cortivo: come mai questa scelta?

"Tra i miei progetti c’era quello di iscrivermi a un corso per Operatori Socio Sanitari, ma sapevo che la selezione era molto dura. Così ho deciso di iscrivermi all’Istituto Cortivo, con la specializzazione per l’infanzia. Nel frattempo ho avuto accesso al Corso OSS e mi sono ritrovata a studiare su due sponde… Un impegno considerevole, tanto che ho dovuto abbandonare il lavoro di commessa".

Hai avuto la possibilità di confrontarti con due differenti approcci…

"In effetti, si tratta di due formazioni decisamente diverse: quella per OSS mi ha fornito un’infarinatura su tutte le tipologie di utenti, bambini, disabili e anziani, mentre il Corso per l’Infanzia è molto più approfondito e completo per la conoscenza dell’area minori. Infatti, gli studi che sto facendo come OSA si stanno rivelando utilissimi per il lavoro che svolgo…".

Hai terminato il corso OSS, stai ultimando la formazione per l’area infanzia e nel frattempo sei stata assunta in una Comunità residenziale. Ci puoi raccontare come hai trovato il lavoro?

"Come spesso succede, determinante è stato il tirocinio: l’ho svolto come OSS nell’ambito della disabilità e poi ho lavorato per un periodo in un servizio per disabili psichiatrici. Era un lavoro che mi piaceva molto, ma aveva un grosso limite: il coinvolgimento emotivo era troppo forte, non ‘staccavo’ mai, nemmeno quando tornavo a casa. Poi mi hanno trasferito a La Bussola, dove seguo ragazzini dai nove ai diciassette anni. È un ambiente familiare, dove ogni operatore, oltre alle mansioni relative alla propria figura professionale, ricopre necessariamente anche un ruolo educativo".

Come vedi il tuo futuro?

"Mi piacerebbe laurearmi come educatrice e, visto che mio marito è psicologo, vorrei avviare assieme a lui un baby parking. Sto pensando anche di frequentare uno dei vostri corsi di Impresa Sociale, sarebbe un primo passo per chiarirmi le idee e verificare la fattibilità del progetto".