INTERVISTA A SILVIA LONGHITANO

Nel dicembre del 2005 ho conseguito presso l’Istituto Cortivo l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e, a luglio 2006, ho avviato il grest nell’asilo che oggi sto conducendo qui a Nicolosi con la collaborazione di una maestra”.

Così, semplicemente, come se fosse una cosa di tutti i giorni, Silvia Longhitano mi annuncia che, nel giro di sette mesi, è passata dall’essere allieva dell’Istituto Cortivo al ruolo di imprenditrice nel sociale con un proprio nido già operativo e funzionante. Come avrà fatto?

Ho avuto un’occasione e l’ho colta al volo. Nel mio comune c’era già da una ventina d’anni questo asilo gestito da una maestra che però si era stancata e intendeva cedere la sua attività. La struttura era idonea, io sono geometra e ho potuto verificare di persona l’agibilità e la corretta distribuzione degli spazi, e ho deciso di rischiare, di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di rilevarlo. Purtroppo però negli ultimi anni l’asilo era andato molto giù dal punto di vista della qualità del servizio. Si trattava quindi di ricostruirlo, non nel senso edilizio del termine, ma in quello dell’immagine. E proprio questo ho fatto. Anzitutto l’ho ribattezzato ‘Giocallegro’, un nome accattivante e anche più vicino alle mie intenzioni di creare un luogo dove tutto passa attraverso il gioco. Poi ho praticamente rivoluzionato il look degli ambienti, che prima avevano le pareti tutte bianche mentre oggi sono un universo di murales e di colori vivaci, arancio, giallo e rosa.

Sono stati sufficienti questi interventi estetici per convincere i genitori della tua città che qualcosa era davvero cambiato?

Mah, se devo dire la verità oggi lavoriamo con dieci bambini dai 2 ai 5 anni tutti provenienti dai paesi circostanti. In città evidentemente la fiducia in noi è ancora di là da venire, ma stiamo facendo il massimo per riuscirci. Tutti coloro che a settembre sono intervenuti all’inaugurazione sono rimasti a bocca aperta alla vista del nido ‘rifatto’, il passaparola fra la gente è molto positivo e spero proprio che nel giro di poco tempo riusciremo a lavorare a pieno regime con i venti bambini che il nido è in grado di accogliere. Per il momento considero già un successo riuscire a coprire le spese e per il futuro ho buone speranze… meglio di così non si può fare in pochi mesi!

Com’è il nido e come sono organizzate le giornate?

Anzitutto voglio precisare che siamo una scuola ufficialmente autorizzata. E poi voglio dire che Giocallegro è bellissimo, con un giardinetto esterno con scivoli e altalene per uscire nella stagione calda e con belle sale interne, accoglienti e, come dicevo, coloratissime. Per quanto riguarda le attività quotidiane, invece, voglio fare un preambolo su quanto importante sia stato in questo senso il contributo del Seminario per l’Impresa Sociale organizzato dall’Istituto Cortivo che ho seguito a Villa Ottoboni. Le idee e i suggerimenti che ho ricevuto in quell’occasione mi hanno consentito di mettere a punto un progetto educativo che nella quotidianità si sta rivelando davvero efficace e molto ben accetto dai bambini e dai loro genitori. In pratica abbiamo suddiviso la giornata in due parti, la lezione e il laboratorio, il tutto naturalmente in forma di gioco. La lezione prevede mese per mese varie iniziative e attività legate ai temi tipici del periodo. In primavera sbocciano i fiori, in autunno cadono le foglie, in inverno gli animali vanno in letargo, a Natale nasce Gesù Bambino, a Pasqua la Resurrezione, ecc. Si disegna, si fa manipolazione, si portano in classe i ricci delle castagne, le foglie, i fiori, i prodotti di stagione, si segue il calendario per insegnare ai piccoli gli infiniti aspetti della natura e della vita. Il laboratorio invece è dedicato a diverse attività: si fa musica, si imparano i primi rudimenti della lingua inglese, si fa psicomotricità, si favorisce lo sviluppo affettivo e cognitivo del bambino con il contributo di una psicologa e infine, attraverso dei racconti, si imparano le buone maniere: a lavarsi, a essere educati, a seguire le regole del galateo. Tutto, naturalmente, giocando e divertendosi un sacco…