Intervista a Silvia Gottardi

Dopo essersi diplomata in grafica pubblicitaria, Silvia Gottardi di Trento ha cercato un percorso lavorativo in linea con le sue esperienze di vita. In internet ha trovato la proposta dell’Istituto Cortivo e si è iscritta a due corsi, quello di OSA per l’infanzia, che ha terminato da poco, e quello per la specializzazione dipendenze. Come mai non hai scelto di fare la grafica pubblicitaria?

“Ho provato a cercare lavoro in quel settore, ma senza risultati. Ho deciso quindi di orientarmi verso altri interessi, e quello che più mi ha interessato è stato il settore dell’infanzia. Mia madre ha sempre fatto la baby sitter e con i bambini ci sono cresciuta: mi piace stare con loro, giocare, ascoltarli. Ho anche altre esperienze nell’assistenza perché durante il Servizio Civile mi sono occupata di anziani. Insomma, ho ritenuto che il sociale potesse rappresentare per me uno sbocco professionale gratificante”.

Il corso è andato bene? Come ti sei trovata?

“Se tornassi indietro, lo rifarei volentieri. Nonostante le materie, tutte nuove per me e nonostante l’impegno del Servizio Civile, non ho avuto problemi ad organizzarmi. Anzi: molte delle indicazioni che apprendevo sui testi, le applicavo subito nell’esperienza pratica. È stata un’ottima scelta, lo conferma il fatto stesso che sto lavorando…”.

Raccontaci.

“Sono stata assunta dove ho svolto il tirocinio, l’asilo nido Piccoli Passi di Trento. Ospita venti bambini dai sei mesi ai tre anni ed è aperto dalle 7.15 del mattino sino alle 18.30. Mi sono trovata benissimo, ho appreso tante cose e con l’équipe è andata bene sin dai primi giorni. Oltre alla titolare, ne fanno parte l’amministratrice e tre figure educative. Finito il periodo di tirocinio, mi hanno proposto un contratto e da gennaio di quest’anno sto lavorando tutti i giorni”.

Quindi il tirocinio è stato importante…

“Sì, perché ho potuto sperimentare sul campo la teoria ma anche le mie capacità… Un conto è giocare senza impegno con i bambini, un altro prendersi cura dei bimbi in momenti delicati come il cambio del pannolino, la pappa, il sonnellino. Ho imparato cosa significano senso di responsabilità, attenzione, ascolto, lavoro d’équipe… E poi ci sono le attività, divertenti e stimolanti, come il laboratorio dei Cinque Sensi dedicato a sensibilizzare tatto, udito, vista, olfatto e gusto attraverso l’uso dei materiali più diversi oppure il Cesto dei Tesori, ricco di stimolazioni sensitive e cognitive”.

Progetti?

“Per ora sto seguendo ancora il tirocinio per la specializzazione dipendenze, un tema che mi interessa molto, anche se non dal punto di vista strettamente professionale. Ma un vero sogno ce l’ho e mi sto anche dando da fare per realizzarlo: vorrei gestire un Tagesmütter, ovvero un particolare modello di nido in famiglia che ha molto successo qui in Trentino Alto Adige e che da tempo appartiene alla cultura del welfare della nostra Regione”.