INTERVISTA A SILVIA BORRANI

"Sin da ragazza – ricorda Silvia Borrani di Roma – ho sempre lavorato nel sociale, nei centri estivi per disabili e come assistente educativa culturale presso varie scuole. Quattro anni fa, però, quando ho capito che queste attività stavano diventando sempre più un percorso professionale che mi piaceva e che volevo continuare al meglio, mi sono iscritta all’Istituto Cortivo. Avevo iniziato da poco un contratto a tempo determinato con la cooperativa sociale AIS e desideravo conseguire un attestato in grado di aumentare le mie potenzialità e di comprovare le mie capacità".

A che corso ti sei iscritta?

"Ho scelto la specializzazione infanzia. Sino a quel momento avevo conosciuto solo i problemi della disabilità e volevo avvicinarmi di più anche al mondo dell’infanzia".

Come ti sei trovata?

"Bene, ho potuto continuare a lavorare e al tempo stesso dare gli esami. Ho frequentato poco la sede didattica perché era distante da dove abito, ma anche studiando a casa ho potuto raggiungere una buona preparazione".

Dopo l’attestato è cambiato qualcosa?

"Ho spedito un bel po’ di curricula e, aspettando qualche risposta, ho continuato il mio lavoro in cooperativa. Attualmente faccio trenta ore alla settimana: da due anni sto seguendo in particolare un bambino autistico presso la scuola materna Pio La Torre. È un incarico tutt’altro che semplice, ma che può dare delle belle soddisfazioni, soprattutto quando si riesce ad instaurare buoni rapporti di collaborazione con l’équipe e i familiari. Nei pomeriggi insegno anche ginnastica ritmica in palestra per integrare".

Che alternative vedi?

"Ti dicevo prima dei tanti curricula inviati a varie strutture per l’infanzia. Ebbene, giusto un mese fa mi è arrivata una risposta positiva da un asilo nido privato: sono stata assunta per un mese come animatrice. Ho accettato, era la mia prima esperienza in un nido e ho dato tutta me stessa. La coordinatrice ha parlato poi di me alla responsabile che mi ha affidato una sostituzione al centro estivo, per assistere un disabile durante le attività".

Cosa chiedi al tuo futuro?

"Niente di che, solo più stabilità e più sicurezza, un contratto a tempo indeterminato che mi consenta di campare in piena autonomia. Non chiedo altro, per me sarebbe già il paradiso".