INTERVISTA A SERENA TORRESIN

Ventitre’ anni e una laurea in filosofia con tanto di specializzazione, Serena Torresin di Resana in provincia di Treviso è una ragazza che appartiene a quella schiera di giovani a cui la società dovrebbe dare più spazio per esprimere le proprie idee e la propria creatività. Prossima a conseguire l’attestato dell’Istituto Cortivo come Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia, Serena sta oggi lavorando presso la struttura dove ha svolto il tirocinio.

Una filosofa nella scuola primaria: la tua è una dimensione inconsueta, ci vuoi raccontare tutto dall’inizio?

"Anzitutto la decisione di iscrivermi a Filosofia è maturata già durante le scuole superiori: frequentavo il liceo psico-pedagogico, dove la filosofia è tra le materie più importanti. Ne sono rimasta sin da subito affascinata e così, dopo il diploma, ho deciso di seguire la mia passione e di iscrivermi all’Università".

E all’Istituto Cortivo, quando hai deciso di iscriverti?

"Raggiunta la laurea breve, indecisa se intraprendere o meno la specialistica che prevedeva un altro biennio, ho pensato a una possibile alternativa che mi permettesse di acquisire una formazione di base per lavorare nel settore dell’infanzia, ambito in cui avevo già una solida preparazione scolastica, ma anche tanta pratica come baby sitter… Mi sono imbattuta nell’Istituto Cortivo su internet. Mi è sembrata la soluzione migliore, anche perché mi consentiva di poter seguire contemporaneamente i due percorsi che mi interessavano, quello universitario e quello formativo come OSA".

E quindi, mentre ti specializzavi in filosofia, studiavi e davi esami con l’Istituto Cortivo…

"Sì. Ovviamente lo studio e la preparazione per gli esami non sono stati per me un impegno eccessivamente oneroso. Ho trovato straordinaria l’esperienza del tirocinio, che ha rappresentato un’ottima opportunità per aumentare il mio livello di professionalità e competenza".

E di trovare un lavoro…

"La struttura è una Scuola d’Infanzia privata. Terminato il tirocinio mi hanno chiesto se ero disponibile per le sostituzioni. Ho accettato volentieri perché è un ambiente in cui mi sono trovata subito bene. Ho iniziato lo scorso gennaio e da allora ho lavorato in modo continuativo. Inoltre, i responsabili mi hanno anche ventilato la possibilità di inserirmi definitivamente nell’organico".

Quando ti sei iscritta a filosofia avevi un sogno, un progetto di vita?

"Sognavo di laurearmi e di poter entrare nella scuola come insegnante. Mi piace l’idea di poter trasmettere i contenuti di una materia così vasta e importante… Oggi però sembra che la scuola non voglia offrire un futuro ai giovani laureati".

E quindi?

"Non demordo. Nel mio piccolo applico la filosofia dove posso, ad esempio con i bambini, nella scuola dove lavoro. La mia è una materia che offre infiniti risvolti pedagogici".

Che cosa significa, in termini concreti, portare la filosofia a scuola?

"Sviluppare attività ludiche che, in modo giocoso, affrontano i grandi temi della vita: in questo modo ho fatto riflettere bimbi di cinque, sei anni sul significato della felicità, dell’amicizia, ecc. E’ incredibile come i bambini siano per natura filosofi".

Hai progetti per il futuro?

"Ho iniziato a spedire in giro il mio curriculum. Nel frattempo continuo a lavorare con i bambini e a preparare la relazione finale che entro giugno mi permetterà di conseguire l’attestato di OSA".

Consiglieresti a ragazze come te il percorso che hai fatto con l’Istituto Cortivo?

"Non avrei dubbi: consente di acquisire un’ottima preparazione di base, è comodo e, soprattutto, prevede il tirocinio obbligatorio, utilissimo per verificare le proprie attitudini direttamente sul campo. Sono infatti convinta che quella dell’Operatore Socio Assistenziale non sia una professione per tutti: è necessario possedere una certa predisposizione, una disponibilità e una sensibilità che non tutti hanno".