Intervista a Serena Sponchiado, allieva del corso per Assistente all’infanzia

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Rimettersi sui libri dopo vent’anni è una scommessa che Serena Sponchiado di Silea (TV) ha tutta l’intenzione di vincere. Lasciati gli studi vent’anni fa, lo scorso dicembre ha deciso di iscriversi al corso di Assistente per l’Infanzia

“Il fatto di non avere terminato la scuola è sempre stato un mio cruccio. Oggi mi prendo la rivincita con un corso di formazione che sembra fatto apposta per le mie aspirazioni. Mi sono sempre piaciuti i bambini e avere un attestato che certifichi una professionalità mi può aiutare a trovare lavoro nell’ambito dell’infanzia”.

In questo momento stai anche lavorando?

“Faccio la baby sitter, e mi piace. Prima avevo un lavoro in proprio che per vari motivi ho dovuto lasciare. Questo mio nuovo impiego/impegno ha cominciato a darmi soddisfazioni. È stata proprio questa nuova occupazione a spingermi a riprendere gli studi. Io pensavo servisse un diploma di scuola media superiore e invece una mia vicina di casa mi ha informato che non era così: potevo professionalizzarmi comunque. Ho cercato su internet e ho trovato l’Istituto Cortivo, proprio ciò che faceva per me!”.

Ti trovi bene?

“Benissimo, sto imparando molto, materie che non conoscevo ma che già mi permettono di capire più sfumature della bimba che sto seguendo. Possedere le basi della psicologia dell’età evolutiva è utilissimo quando si lavora con i piccoli. Le mie docenti poi sono molto brave e disponibili; seguire le loro lezioni è sempre piacevole e interessante”.

Conoscevi già il mondo del sociale?

“Ho sempre fatto volontariato. È un valore che ho appreso dalla mia famiglia, soprattutto da mio padre, persona che è sempre stata vicina agli altri. Prima di lasciarci aveva adottato dei bimbi a distanza, un’iniziativa che io continuo a portare avanti per onorare la sua memoria. Negli anni ho fatto la volontaria con bambini, anziani e disabili. Ora, per dedicarmi al corso di Assistente per l’Infanzia, ho sospeso un po’, ma continuo ad esserci per gli altri in ogni momento libero. Anziché stare a guardare la TV preferisco darmi da fare: accompagnare qualche anziano a fare la spesa, ad esempio. C’è sempre qualcuno che ha bisogno di noi anche per le piccole cose…”.

Un’esperienza di volontariato che ti ha particolarmente coinvolta?

“Quella svolta con l’Associazione Over the Rainbow di Padova che si occupa di clownterapia. Grazie all’Associazione, anni fa ho conosciuto Patch Adams, venuto appositamente dall’America per diffondere il suo metodo e formare nuovi volontari pronti a portare il sorriso ovunque, anche nelle situazioni più difficili e dolorose come un reparto di oncologia infantile… Abbiamo regalato un po’ di serenità e leggerezza nelle case per anziani, all’OPSA (ex Cottolengo), nei reparti per malati terminali, nelle comunità dove alloggiano le persone affette da AIDS… Ultimamente l’Associazione sta lavorando per portare il sorriso anche nelle carceri”.

Come vedi il tuo futuro?

“Nel sociale, ovviamente. Spero che questo attestato possa essermi d’aiuto per realizzare il mio progetto di vita. Nel frattempo continuerò a dedicarmi agli altri, così come mi ha insegnato mio padre”.